le "liberalizzazioni" del duo renziloni

E adesso il Governo cancella gli erboristi professionisti

Nuovo regalo alle lobby: l'abrogazione di una legge che regolamentava in maniera seria un metodo di cura seguito dal 30% degli italiani

Stefania Genovese
E adesso il Governo cancella gli erboristi professionisti

A destra, l'erborista Giuliana Cattaneo

In modo silente e subdolo, appena iniziato il nuovo anno ecco presentarsi una nuova geniale pensata di LoRenzo Il Magnifico e soci: la cancellazione della figura professionale dell’erborista con l’abrogazione in toto della Legge n. 99 del 1931 con un decreto legislativo; un atto nefasto che distrugge una eccellenza europea che ci viene invidiata in tutta Europa. Inoltre ciò permetterebbe a chiunque di manipolare e trattare le erbe officinali pur essendo privo delle necessarie competenze. Un grave sconcerto ha colpito il settore fitoterapico, allertando non solo la Federazione Erboristi Italiani, ma anche le ditte produttrici di prodotti erboristici, gli agricoltori specializzati, nonché le Università che comprendono il corso di laurea in Scienze e tecniche erboristiche dove si formavano i nuovi esperti del settore in grado di avere un ruolo fondamentale nella filiera delle piante officinali.


Ne parliamo con la dott.ssa Giuliana Cattaneo, erborista dal 1983, una delle prime studentesse a conseguire l'attestato universitario presso l'Università di Urbino.

Dottoressa Cattaneo, ci spieghi la figura dell'erborista
L' erborista italiano è una figura professionale e storica che non ha eguali in altri paesi europei; è così ammirata ed apprezzata che molti studenti francesi che intendono abbracciare questa attività decidono di studiare presso Atenei Italiani. L'erborista è il custode di una cultura che ha radici antiche prodrome della moderna e tradizionale medicina. Con le sue competenze è in grado di trattare le erbe officinali, di combinarle assieme per realizzare dei composti o delle tisane adeguate al singolo problema del cliente.

Cosa comporta l'abrogazione di questa legge?
Il primo risvolto negativo sarebbe quello di creare un libero mercato che lascerebbe spazio agli incompetenti ed agli impreparati che già da anni impazzano e spandono consigli non qualificati sulla salute ed anche mediante numerosi venditori che, al soldo delle lobby multinazionali farmaceutiche, facendo così abuso di professione medica, elargiscono consigli e prodotti acriticamente, a scapito delle salute pubblica. Non ci si può proprio rendere conto di quale nefasto effetto concatenato produrrebbe l'attuazione di questa norma, proposta dal Ministro delle Poltiche Agricole Martina: si annienterebbe una delle nostre eccellenze e si metterebbe a rischio il lavoro della filiera legata alla coltivazione, lavorazione e vendita dei prodotti fitoterapici".


Anni di battaglie inutili?

Il governo si è piegato agli interessi delle molteplici lobby multinazionali, allettate dai congrui profitti del settore fitoterapico (un buon 30% degli italiani ricorrere giornalmente a rimedi erboristici), già da tempo aveva cercato di inglobare una fetta di mercato.


In che modo?
Gli espedienti usati sono stati vari, come quello di liberalizzare il mercato ed equiparare la manipolazione delle erbe officinali a quella di altri prodotti agricoli destinati alla alimentazione comune, anche se solo ora la sfrontatezza del "profitto" a tutti i costi ha raggiunto il suo apice con la cancellazione di un decreto legge con l'acquiescente approvazione di talune case farmaceutiche; è veramente triste, assistere a questa continua devastazione e disprezzo delle abilità e competenze di molti professioni artigianali italiane, come la nostra che è frutto di competenza, abilità e di grande passione. Che ci consente di conoscere appieno la Natura e di saper apprezzare con orgoglio e dedizione tutte le molteplici virtù curative che essa è in grado di offrirci.

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