l'ultima scivolata del governo

Sacchetti per alimenti, il biologo: "Questa storia è tutta una furbata"

"Un conto è il sacchetto biodegradabile e un conto quello sterile. Oggi ci dicono che dobbiamo pagarlo perché è biodegradabile, ma lo era anche, prima quando non si pagava"

Alfredo Lissoni
Sacchetti per alimenti, il biologo: "Questa storia è solo una truffa"

Il biologo Giorgio Pattera ha lavorato per 42 anni come analista prima al Gemelli di Roma, poi all'Ospedale di Fidenza ed infine nel laboratorio di analisi dell'Ospedale di Parma. Il Populista lo ha intervistato sulla vicenda dei sacchetti "bio".

Il Governo invita i consumatori a riportare da casa i sacchetti bio già utilizzati, per risparmiare. Non c'è il rischio che così si contaminino?
Certo che sì. Tutto quello che esce da un ambiente sterile e poi rientra può essere soggetto ad una contaminazione. Un esempio: quando lavoravamo in laboratorio, in origine si usavano le provette di vetro, con il tappo di cotone; ora sono in plastica, usa e getta, più convenienti perché non richiedono sterilizzazione. Ogni tanto qualche collega sprovveduto, che c'è sempre, inclinava sul banco da lavoro la provetta contenente il liquido sterile, giustificandosi dicendo che c'era a protezione il tappo di cotone. Vero, solo che il tappo di cotone assorbe, quindi lentamente il liquido fuoriusciva sul banco, che non era certo sterile, ed eventuali batteri dall'esterno penetravano nella provetta attraverso il cotone bagnato. Ed il contenuto della provetta così non era più sterile. La stessa cosa accade con il sacchetto biodegradabile.

In che senso?
Ammettiamo che il sacchetto del supermercato, toccato da tante mani, sia sterile. Quando lo riempiamo di merce, usiamo un guanto che in teoria è sterile (anche se su questo ho qualche dubbio); una volta che, a casa, togliamo la merce, sicuramente non indossiamo un guanto, quindi l'interno viene contaminato forzatamente con le mani. Se poi lo riutilizzassi, mettendovi ad esempio un'arancia, e poi cambiassi idea e riponessi il frutto, magari perché un po' malandato, nel cestone assieme agli altri, quell'arancia risulterà contaminata dal sacchetto. E potenzialmente contaminerebbe tutte le altre.

E potrebbe succedere anche appiccicando lo scontrino sul sacchetto?
Se il sacchetto viene piegato e l'esterno e l'interno si toccano, potrebbe esserci contaminazione. Queste precauzioni sono assurde, non si riuscirà mai ad escludere un’ipotetica contaminazione, se lo riutilizziamo.

Ma allora, tutta questa storia, è l’ultima “trovata” del Governo uscente?
Chiariamo un aspetto. Un conto è il sacchetto biodegradabile e un conto quello sterile. Oggi ci dicono che dobbiamo pagarlo perché è biodegradabile, ma lo era anche, prima quando non si pagava. Quindi perché farlo pagare adesso? Prima era a carico delle ditte, come il sacchetto di carta o la carta da prosciutto; pagavano i negozianti, che si rifacevano ricaricandone il costo sul prezzo al consumo. Il sacchetto era bio, prima, e lo è anche adesso, con la differenza che ora è ancora più scadente perché si lacera più facilmente. Perché allora il costo deve ricadere sul consumatore?


E quindi?

Quindi, dal punto di vista della salvaguardia della salute, non è cambiato niente; stiamo assistendo semplicemente ad una palese “gabola” che fa inferocire i consumatori. Non c'è una vera esigenza sanitaria.

Ma se già pagavamo prima, adesso stiamo pagando due volte?
Indubbiamente sì. Come la carta del prosciutto con le bilance truccate; questa è una storia vecchia come il mondo. È vero che il sacchetto peserà pochissimo, ma è il principio che conta. Visto che ci dicono che tanto costa poco, allora il costo può pagarlo il supermercato che ha un giro di milioni; tanto poi lo ricaricherà sul prezzo al consumo…

E dunque come giudica quest'ultimo “espediente” governativo?
Mi sembra solo uno “spostamento di oneri”, sempre e comunque ricadente sui consumatori: lo era prima e lo è adesso, solo che ora è più evidente, per non dire ridicolo. E poi come faranno a controllare che tutti i venditori e i consumatori utilizzino realmente i sacchetti bio? É assurdo ed impossibile.

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