Intervista all'avvocato dei consumatori

Sacchetti bio, Codacons: "Il Governo tratta i cittadini come sudditi"

Il presidente Gianluca Di Ascenzo: "Abbiamo presentato un esposto per truffa. La direttiva Ue non obbliga i consumatori a pagare le buste ultraleggere, l'Esecutivo spieghi perchè in Italia le stiamo pagando e chiarisca se la norma avvantaggia un'azienda specifica"

Marco Dozio
Sacchetti bio, Codacons: "Il Governo tratta i cittadini come sudditi"

Gianluca Di Ascenzo, avvocato, presidente del Codacons: con il caso dei sacchetti bio siamo di fronte a una tassa vera e propria?
Sì, viene applicata una tassa sulla spesa, resa esplicita con l’indicazione nello scontrino. E che non riguarda solo i supermercati e i negozi di alimentari.

In che senso?
Oggi scopriamo che anche le farmacie fanno pagare il sacchetto al cliente: abbiamo scontrini di medicinali da banco con l’addebito di 1 centesimo per la busta bio.

Come Codacons avete presentato un esposto per truffa.
L’abbiamo fatto in tutte le Procure d’Italia. Se compro una singola arancia o una singola mela, mi viene addebitato comunque il costo del sacchetto. Come la vogliamo chiamare questa pratica?

I sostenitori della norma dicono che è fondamentale per difendere l’ambiente.
E invece può risultare controproducente. Modificando, per esempio, le abitudini di chi non acquistava frutta e verdura negli imballaggi di plastica e polistirolo, proprio per non inquinare, e che ora potrebbe iniziare a farlo per ribellarsi contro l’imposizione di questa tassa. Non solo. Perché se ho pagato il sacchetto non posso riutilizzarlo? Perché non posso utilizzare i sacchetti per l’umido già pagati per la raccolta differenziata? Perché non posso portare le retine da casa? Su questo e altro abbiamo chiesto al Governo di fare chiarezza.

La direttiva Ue obbliga i consumatori a pagare i sacchetti bio?
No. La direttiva dice, al contrario, che gli Stati membri possono non far pagare i sacchetti ultraleggeri ai consumatori, stabilendo una deroga.

Perché allora in Italia li stiamo pagando?
Il Governo deve dare delle risposte su questo punto. Perché Francia e Italia fanno pagare i sacchetti al consumatore e gli altri Stati no? Se la normativa è d’interesse europeo, perché il Governo non dice cosa succede negli altri Stati Ue? C’è l’idea che si voglia mascherare una tassa dietro condivisibili motivazioni che riguardano la tutela ambientale, scaricando il tutto sull’Europa. Grave in ogni caso che sia mancata un’adeguata campagna di informazione preventiva da parte del Governo.

Ci hanno rifilato la tassa in silenzio?
Nell’agosto scorso, all’interno del decreto per il Sud, viene deciso di rendere applicabile da gennaio 2018 il recepimento della direttiva europea, di fatto senza dirlo a nessuno. Un Paese serio avrebbe accompagnato con una campagna informativa una misura così impattante. Ma noi a volte non siamo un Paese serio. I ministeri avrebbero dovuto emanare tutte le informazioni al massimo entro il 2 gennaio. E invece nulla. È l’ennesima dimostrazione di come il cittadino venga considerato un suddito.

Molti minimizzano obiettando che in fondo di tratta di pochi quattrini.
Chi dice questo sbaglia. È una questione di principio. L’indignazione nasce dal fatto che il cittadino avverte chiaramente come i governanti, anche questa volta, l’abbiano trattato alla stregua di un suddito, persino indegno di essere adeguatamente informato.

La norma avvantaggia l’azienda che domina il mercato in Italia, guidata da una manager vicina a Renzi nominata dallo stesso Governo Renzi a capo di Terna?
Fa parte delle domande che abbiamo rivolto al Governo. Approvare una norma che favorisce un’impresa a scapito di altre, se così fosse, costituirebbe un problema: occorre fare chiarezza. I governanti hanno riflettuto su questo? C’è un nodo relativo alla concorrenza, la normativa determina indirettamente un vantaggio per un’azienda specifica? Il Governo deve rispondere.

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