Paese colabrodo

La farsa dell'identificazione: a Pozzallo prese impronte digitali solo a 17 clandestini su 700

Chi rifiuta di farsi identificare non viene espulso. Ora Alfano propone di effettuare le procedure sulle navi. Quando lo diceva la Lega era ipotesi lunare e razzista

Marco Dozio
La farsa dell'identificazione: a Pozzallo prese impronte digitali solo a 17 clandestini su 700

Foto ANSA

Nel Paese colabrodo succede che clandestini appena sbarcati possano rifiutare le normali procedure di riconoscimento. Senza essere immediatamente ed effettivamente espulsi. Pare così che dei 700 immigrati portati a Pozzallo nei giorni scorsi, solo in 17 abbiano acconsentito a farsi prendere le impronte digitali. Tutti gli altri possono tranquillamente rimanere sconosciuti e non identificati, entrare nel Paese senza controllo, restare se lo vorranno nei “centri di accoglienza”, bivaccare, magari delinquere.


I centri di riconoscimento, denominati “hotspot” per consueto provincialismo, non sanno fare il loro mestiere, che dovrebbe essere quello di registrare e identificare gli immigrati. Alfano, a ridosso del voto, ha detto di voler allestire i centri di riconoscimento sulle navi. Quando lo diceva la Lega non era ipotesi lunare, ridicola e razzista?

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