scandalo d'oltralpe

Clandestini, chi ci guadagna?

Sulla pelle dei migranti non ci guadagnano solo gli scafisti. Un diplomatico francese fu beccato dalla tv mentre vendeva gommoni ai migranti. Con la complicità, pare, delle autorità turche

Redazione
Clandestini, chi ci guadagna?

Foto ANSA

Curiosando per il web ci si può imbattere nella serie tv Ritals, un format autoprodotto nel 2015 ed in costante aggiornamento, veicolato via YouTube dai due attori protagonisti, Svevo Moltrasio e Federico Iarlori. Ritals era il nome che in argot si dava con disprezzo agli immigrati italiani in Francia sul finire dell’800 e primi ‘900. Che la Francia non guardi di buon occhio agli immigrati, siano essi comunitari o extracomunitari, è un dato di fatto, nonostante le dichiarazioni pubbliche degli esponenti del suo Governo. Gli italiani, ad esempio, vi sono sempre stati trattati male, anche quando arrivavano come semplici turisti.


Ma l'episodio che andiamo a racontare, accaduto un annetto fa e passato quasi sotto silenzio, ha del paradossale e fa riflettere. La Francia ha sospeso il console onorario nella città portuale turca di Bodrum dopo un servizio tv nel quale il diplomatico, una donna, è stata ripresa mentre vendeva gommoni a migranti da un negozio di sua appartenenza. Lo scandalo fu sollevato dall'inglese BBC online. Le riprese sono state segretamente filmate da France 2 tv: il video mostra il console, signora Françoise Olcay, vendere gommoni e giubbotti di salvataggio ai migranti che tentavano di raggiungere le coste greche. La stessa Olcay ha ammesso di aver preso parte alla vendita sostenendo che le autorità turche erano parimenti coinvolte. Olcay si è difesa sostenendo che se non lo avesse fatto lei, altri avrebbero venduto l’occorrente per il viaggio ai disperati, ed ha anche chiamato in correo le autorità locali turche, che secondo lei, erano coinvolte nel traffico.


Lo scandalo, peraltro subito messo a tacere, e che invece avrebbe dovuto portare ad indagini anche sul fronte turco, scoppiò proprio nei giorni in cui, su una spiaggia accanto a Bodrum, venne ritrovato il corpicino senza vita del bimbo curdo di tre anni Aylan Kurdi. Ad imbarazzare ulteriormente il governo di Parigi, nel video di France 2 si vede che sull’ingresso del negozio di materiale nautico della Olcay è esposta la targa ufficiale “Agence Consulaire de France” con tanto di tricolore e il motto “Libertè-Egalitè-Fraternitè”, stemmi ufficiali. Il tutto accanto gommoni identici a quelli usati dai migranti e ritrovati sulla spiaggia di Bodrum. Adesso è chiaro che sulla pelle dei clandestini non ci guadagnano solo gli scafisti nordafricani, ma anche tanti personaggi, qualcuno persino della politica, pronti a riempirsi la bocca in pubblico di belle parole...

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