povera angola

L'Italia vende armi all'Africa nera, anzi rossa

Un Paese diviso dalle lotte tribali, con la popolazione che vive nella miseria e rivende l'acqua al mercato nero. Ma che ha i soldi per comprare da noi gli armamenti

Redazione
L'Italia vende armi all'Africa nera, anzi rossa

Foto ANSA

Da quando ha ottenuto l’indipendenza dal Portogallo, nel 1975, lo stato africano dell’Angola non ha avuto un attimo di pace. Per 27 anni il Paese è stato difatti diviso dalla guerra civile e dalle lotte intestine fra i tre principali movimenti nazionalisti locali: il Movimento popolare per la liberazione dell’Angola, comunista e foraggiato da Fidel Castro; il Fronte Nazionale di Liberazione; l’Unione per l’indipendenza totale dell’Angola, o UNITA, anticomunista.


In un Paese devastato continuamente dal colera ed ove 3 persone su quattro non hanno acqua - e la miseria è pressoché totale - le tre fazioni si sono date battaglia nel tentativo di occupare le regioni più ricche; ad aggravare la situazione ci si è messa anche la guerra con il vicino Sudafrica, i cui militari, negli anni Settanta, hanno compiuto diverse incursioni con lo scopo di rovesciare il governo, uccidendo centinaia di angolani. Solo nel 1991 il movimento filocubano è riuscito ad imporre una tregua – peraltro ripetutamente violata - con gli anticomunisti dell’UNITA, con la promessa di elezioni democratiche e con lo scopo di unire la guerriglia contro i vicini sudafricani.


La guerra civile ha costretto l’ONU, nel 1999, a ritirare il proprio contingente di pace. Solo nel 2002, con la morte del principale leader dell’UNITA, gli anticomunisti hanno accettato di deporre le armi, in cambio di un cospicuo numero di seggi in parlamento e del ripristino delle libertà di stampa.

Ma a tutt’oggi l’Angola resta uno dei paesi più poveri del continente sudafricano; con un chiodo i ragazzini rubano l’acqua dalle poche condutture del Paese, e la vendono al mercato nero. Eppure l’Angola è ricca di fiumi, come pure di petrolio, oro, uranio, bauxite e diamanti. Potrebbe essere uno degli stati più ricchi al mondo, ma la potente oligarchia comunista, composta da mogli e figli di ministri, si appropria criminalmente di tutte le ricchezze e lascia la popolazione nella miseria più nera. Questo è l’unico, vero risultato prodotto dal comunismo angolano.


Ma i soldi non puzzano e il ministro della Difesa angolano, Joao Lourenco, sarà dal prossimo 15 giugno in visita in Italia. Lourenco avrà incontri per l'acquisto di armi e per l'addestramento di personale militare angolano nelle accademie italiane. La ministra della Difesa Pinotti andò in Angola nel settembre 2015. Tra gli accordi bilaterali firmati c'è anche quello relativo all'acquisto di sei elicotteri italiani per un valore di 88,1 milioni di dollari.

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