Eseguiti 38 fermi in tutta Italia

Il business dell'immigrazione: gli affari milionari degli scafisti

La Polizia di Palermo ha smantellato un'organizzazione che inventava fasulli ricongiungimenti familiari e organizzava i barconi della morte. Il pentito parla di un orribile traffico di organi

Marco Dozio
Il business dell'immigrazione: gli affari milionari degli scafisti

Foto ANSA

Inventavano ricongiungimenti fasulli, tra stranieri già residenti in Italia e clandestini in procinto di partire con cui non sussisteva alcun legame di parentela. E naturalmente organizzavano i viaggi della disperazione via mare. Un vero e proprio network internazionale di scafisti e trafficanti, capace di generare un business milionario. La Polizia di Stato di Palermo sta eseguendo 38 fermi in diverse città italiane. Le accuse, a vario titolo, spaziano dei reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina all'esercizio abusivo dell'attività di intermediazione finanziaria, fino all’associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. Capi d’accusa aggravati dal carattere transnazionale dell’organizzazione criminale.

Le indagini svolte dalle Squadre mobili di Palermo ed Agrigento e dal Servizio centrale operativo hanno consentito di ricostruire i movimenti dell’ingente flusso di denaro derivante dal traffico di clandestini. Identificata anche la centrale delle transazioni finanziarie effettuate tramite "hawala" in un esercizio commerciale di Roma, dove a metà giugno sono stati sequestrati 526.000 euro e 25.000 dollari in contanti, oltre a un dettagliato elenco con nomi di cittadini stranieri e relativi numeri di telefono. Gli investigatori hanno anche scoperto come alcuni indagati abbiano messo in piedi un fiorente traffico internazionale di droga, in particolare di qat, stupefacente importato dall'Etiopia che per la legislazione italiana figura tra le droghe pesanti.

Come racconta il Corriere della Sera, l’indagine ha preso le mosse dalle dichiarazioni di un pentito, il quale riferisce di orribili uccisioni finalizzate al traffico di organi: “Talvolta i migranti non hanno i soldi per pagare il viaggio che hanno effettuato via terra, né a chi rivolgersi per pagare il viaggio in mare, e allora mi è stato raccontato che queste persone che non possono pagare vengono consegnate a degli egiziani, che li uccidono per prelevarne gli organi e rivenderli in Egitto per una somma di circa 15.000 dollari. In particolare questi egiziani vengono attrezzati per espiantare l’organo e trasportarlo in borse termiche”.

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