INVASIONE SENZA FINE

Altri 300 clandestini sbarcati a Cagliari

Gli immigrati hanno denunciato violenze a bordo del gommone da parte dei cinque scafisti egiziani, subito arrestati

Redazione
Sbarchi di clandestini

Foto ANSA

Cagliari, 4 luglio. Erano le coste ioniche della Calabria la destinazione finale dell'imbarcazione, un peschereccio del tutto inadeguato alla traversata, su cui i migranti sbarcati poi a Cagliari hanno viaggiato per sei giorni, con poco cibo e acqua, fra vessazioni e violenze, prima di essere soccorsi dalla nave militare olandese "Van Amstel". A bordo si è consumata anche una rapina ai danni di un eritreo, picchiato e derubato dei documenti e del denaro. E proprio il trattamento subito e il sentimento di rivalsa hanno indotto alcuni dei 291 africani arrivati in Sardegna a parlare con gli investigatori della Squadra mobile e della Stazione navale della Guardia di finanza e a indicare cinque presunti scafisti egiziani, fra i quali tre minorenni, che avevano ricevuto precise disposizioni dai trafficanti di uomini, probabilmente di nazionalità libica. Ai passeggeri, prima delle operazioni di soccorso, l'equipaggio di scafisti aveva intimato di non rivelare alcuna notizia sulla loro identità e sulle mansioni svolte durante la traversata.


Il più "anziano", Amehd Mosa, 20 anni, è stato indicato dai compagni di viaggio come il capitano che guidava il peschereccio, secondo le indicazioni ricevute dal presunto capo, un 17enne. L'altro maggiorenne, Mario Ghattas, si occupava di sorvegliare i passeggeri, mentre il terzo minorenne, grazie alle sue abilità meccaniche, si occupava di piccole manutenzioni a bordo. Mosa e Ghattas sono stati trasferiti nel carcere di Uta (Cagliari), mentre i tre minori sono stati accompagnati nel centro di prima accoglienza di Quartucciu. Per tutti l'accusa è di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Nell'imbarcazione dove il gruppo e' stato soccorso mare è stato sequestrato un navigatore satellitare gps, da cui e' stato ricostruito il percorso del viaggio.


Durante la traversata i trafficanti avevano programmato l'abbordaggio di un gommone su cui è stata fatta salire una settantina di migranti da trasportare verso le coste italiane. Il peschereccio, carico di persone, ha rischiato di naufragare, mentre a bordo si consumavano violenze. Un eritreo è stato rapinato da due degli egiziani fermati (il presunto capo scafista e un altro minorenne, quello con compiti di vigilanza) che si sono impossessati dei suoi documenti, per poi stracciarli, e di 700 dollari. Non contenti, i due minori hanno picchiato la vittima provocandole ferite per le quali i medici hanno indicato una prognosi di 20 giorni di cure. I provvedimenti di fermo sono stati eseguiti in collaborazione con i finanzieri della Stazione navale di Cagliari. Oltre al "capo" 17enne, uno degli altri tre minorenni, il "meccanico" di bordo, aveva fatto parte di un altro gruppo sbarcato circa un mese fa nelle coste calabresi.

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