arriva la cr-isis

Califfato in bolletta: kamikaze senza vestiti e gelato

Vuota il sacco un reclutatore pizzicato in Australia: la paga è di 41 euro al giorno, dormi per terra, il bidet si fa in un secchio, ti pulisci il culo con le mani

Redazione
Califfato in bolletta: kamikaze senza vestiti e gelato

Uno squarcio sull'esperienza di vita quotidiana dei foreign fighter che combattono per l'Isis in Siria sta emergendo dal processo nella Corte Suprema di Sydney a carico di un reclutatore, dove sono state presentate come prove centinaia di messaggi trasmessi e ricevuti via Skype e WhatsApp dall'imputato, Hamdi Alqudsi, accusato di aver preparato sette uomini a combattere in Siria, fra giugno e novembre 2013.


Secondo le informazioni ricevute da Alqudsi per conto di potenziali reclute, il trattamento prevedeva una paga mensile pari a 60 dollari australiani (41 euro) per gli uomini sposati, pasti inclusi, ma i combattenti dovevano pagare per andare al ristorante e per comprare gelati e vestiario. Materasso di spugna sul pavimento ovunque si desideri, sia all'interno che all'aperto, ma, tra i maggiori inconvenienti per le reclute occidentali, niente carta igienica.


"Il mangiare non è un problema, grazie a Dio", assicura un messaggio. "I gabinetti sono come alla Mecca, accosciati secondo la Sunnah (legge islamica) e con acqua da un secchio per pulirsi", precisa. Il reclutatore aveva anche chiesto a un combattente, Caner Temel poi morto in un combattimento, di aiutare a produrre un video che incoraggiasse i musulmani australiani a "sostenere la jihad e a preparare i mujahedin per la gloria di questa religione". Alqudsi scrive anche del suo desiderio di raggiungere le sue reclute in Siria, ma quando ha cercato di partire dall'Australia nel 2013 il suo passaporto è stato cancellato.

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