Nel carcere di Pavia

Detenuti tunisini danno fuoco alla cella e innescano una rivolta

Gli agenti di Polizia Penitenziaria, per provare a riportare la calma, hanno dovuto utilizzare la strumentazione anti-sommossa mentre i carcerati li attaccavano con pezzi di ceramica tagliente

Ismaele Rognoni
Il killer tunisino ergastolano se l'è svignata grazie ad un permesso premio di 10 gg

"Attimi di follia tra ieri sera e stamattina" nel carcere di Pavia. A darne notizia è il segretario provinciale della Uilpa Polizia Penitenziaria, Carlo Cataldo: "Ieri sera 3 detenuti 'comuni' di origine tunisina hanno letteralmente distrutto e incendiato la camera in cui erano ristretti. L'intervento del personale di Polizia Penitenziaria è stato fondamentale per riuscire ad attenuare la contestazione ed evitare danni ulteriori, anche per altri detenuti. I 3 sono stati poi condotti nella sezione transito, che funge da isolamento, stavolta separati tra loro, ma hanno proseguito nelle loro condotte. Nelle prime ore del mattino, infatti, avevano già distrutto tutto, comprese le ceramiche dei servizi, ed allagato l'intera sezione, chiudendo con l'incendio delle tre camere".

Lo stesso personale della polizia penitenziaria ha faticato a domare quella che è stata definita "una vera e propria sommossa", anche per il lancio, da parte dei detenuti, di pezzi di ceramica tagliente: l'intervento è stato autorizzato con le dotazioni anti-sommossa.

"Ormai la vita all'interno degli istituti - commenta Gian Luigi Madonia, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria Lombardia - è diventata un 'bollettino di guerra', su cui annotare fenomeni di aggressione al personale, oltraggi, contestazioni dei detenuti, risse, lanci di oggetti, finanche ad arrivare ad eventi come quelli verificati oggi a Pavia. Il nuovo Governo e i vertici del Dap devono dare dimostrazione dell'attenzione che hanno per le Istituzioni, in particolare per la Polizia Penitenziaria e l'intero sistema carcere".

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