Emergenza invasione

Allarme di Zaia: "In arrivo in Veneto altri 1.353 clandestini, siamo al collasso"

Il governatore denuncia "una situazione immigratoria che, se non è apocalittica, poco ci manca. Senza interventi urgenti, potrà andare solo peggio"

Redazione
Allarme di Zaia: "In arrivo in Veneto altri 1.353 clandestini, siamo al collasso"

Luca Zaia. Foto ANSA

"La gestione dell'immigrazione in Italia è al collasso; solo ieri altri seimila sbarchi, e in Veneto numeri che nessuno vuole si sappiano: rispetto agli 11.587 migranti imposti dal Governo al 4 agosto scorso, siamo passati a 13.289 al 12 settembre, 1.702 in più in un solo mese; da 26.102 arrivati ad agosto a 28.072 al 12 settembre, dei quali 16.135 spariti nel nulla, come fantasmi e secondo Roma ne arriveranno presto altri 1.353". Snocciola i numeri del Veneto, il Presidente della Regione Luca Zaia, martedì 4 ottobre per denunciare "una situazione immigratoria che, se non è apocalittica, poco ci manca, anche perché, senza interventi urgenti e drastici, col passare del tempo potrà andare solo peggio".

"A questo quadro - prosegue Zaia - aggiungiamo gli albergatori di Abano, la più grande zona termale d'Italia, che chiedono di essere ricevuti dal Ministro competente che li snobba; i Sindaci che vengono lasciati con il cerino in mano; un sindacato di Polizia che denuncia 'sprechi' di agenti assegnati a seguire accompagnamenti e riconoscimenti di migranti e quindi tolti dal lavoro di contrasto alla criminalità; l'Europa che alza muri e l'Italia che semplicemente aspetta impotente l'arrivo di altri barconi. Il punto di non ritorno è vicino, se già non è stato superato".

"Siamo sempre più preoccupati e sconcertati - aggiunge Zaia - dalla piega che sta prendendo quello che è ormai un assedio migratorio all'Italia da parte di persone, in realtà gestite dalla malavita organizzata impegnata nel business del secolo, due terzi delle quali non hanno diritto all'asilo. È urgentissimo - secondo il Governatore del Veneto - che il Governo dia ascolto alle richieste che, con i colleghi Maroni e Toti, abbiamo formalizzato nell'accordo di Genova, a cominciare da un incontro con le Regioni, da espulsioni immediate per coloro che non ottengono lo status di rifugiato, con relativo ripristino del reato di immigrazione clandestina per chi non è in possesso dei requisiti necessari. E poi occorre organizzare un'accoglienza in Nordafrica, dove curare i malati, assistere i bisognosi creando corridoi umanitari, e respingere alla fonte tutti gli altri. A parole tutti d'accordo, ma nessuno fa niente e questo è gravissimo".

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