Intervista all'Ansa

Frauke Petry: "Chiudere i confini Ue agli immigrati clandestini, no alle moschee"

La leader dell'AFD tedesca, alleata alla Lega: "L'Europa non può assorbire l'esplosione demografica africana e questo lo dobbiamo dire chiaramente"

Redazione
Frauke Petry: "Chiudere i confini Ue agli immigrati clandestini, no alle moschee"

Frauke Petry. Foto ANSA

Chiudere i confini agli immigrati clandestini, eliminare gli "stimoli economici" che li attraggono ed esaminare le domande di asilo dei veri perseguitati e profughi di guerra in campi fuori dall'Ue: sono le linee che Frauke Petry, la dirigente del partito euroscettico tedesco in forte ascesa AFD, mercoledì 5 ottobre ha consigliato di seguire a tutti coloro che sono preoccupati per l'invasione in corso, rispondendo all'agenzia Ansa. Alla domanda su quale consiglio darebbe a chi ha paura delle migrazioni, la Petry ha affermato che "non si tratta di paura, ma innanzitutto del fatto che questa immigrazione illegale avviene in violazione delle leggi tedesche ed europee. Inoltre - ha aggiunto - lo scetticismo nei confronti di un'immigrazione non regolata e addirittura promossa dallo Stato è un naturale riflesso di autoconservazione. Dappertutto in Europa i confini devono essere chiusi per gli immigrati illegali e, in parallelo, dobbiamo eliminare gli stimoli economici. L'esame di chi è realmente un profugo deve avvenire fuori dall'Europa", ha concluso la leader di "Alternative Für Deutschland". Alla domanda se l'AFD abbia contatti con partiti italiani, la Petry ha ricordato che "nel parlamento europeo siamo nel gruppo 'Europa delle Nazioni e della Libertà' insieme alla Lega Nord".

Alla domanda se l'AFD non ritenga necessaria l'immigrazione per conservare il benessere dei tedeschi, la Petry ha risposto che "non abbiamo proprio nulla contro gli immigrati qualificati che vogliono pagare le loro tasse e soprattutto sono in grado di farlo. Dopo la Seconda guerra mondiale, abbiamo avuto buone esperienze con lavoratori immigrati proprio dall'Italia e non possiamo immaginare che il 'ristorante' o la 'trattoria' dell'angolo non ci siano più", ha risposto usando parole italiane. "Però abbiamo qualcosa contro gli analfabeti che immigrano, che si comportano in maniera aggressiva e vogliono imporci i loro costumi atavici", ha aggiunto. A una domanda sulla costruzione di grandi moschee come quella in allestimento a Colonia, Petry ha ricordato che "la nostra posizione è formulata chiaramente: non vogliamo appelli del muezzin, perché siamo un paese con tradizione cristiana e non vogliamo nessun minareto, in quanto li riteniamo simboli di potere". Circa l'Africa, la Petry ha sostenuto che "l'Europa non può assorbire l'esplosione demografica africana e questo lo dobbiamo dire chiaramente".

La politica tedesca ha infine espresso il proprio amore per l'Italia alimentato soprattutto da arte e cucina, anche se la sua ultima visita nella penisola risale a quattro anni fa. Alla domanda su cosa le piaccia dell'Italia, la leader dell'AFD ha risposto: "La cucina. La storia. Gli affreschi di Giotto. Le sculture di Michelangelo. Le melodie di Puccini. Il vino. Il modo di vivere. La lingua. Durante i miei studi universitari in Inghilterra ho imparato anche l'italiano". Petry ha ricordato di essere già stata "più volte" in Italia anche se "la mia ultima visita risale a quattro anni fa. È un peccato!", ha aggiunto esprimendo l'esclamazione in italiano. E alla domanda se voglia visitare di nuovo la penisola, ha risposto che "l'intenzione ce l'ho quasi quotidianamente soprattutto quando vedo quanto lontano dall'originale italiano siano il 'prosciutto di Parma' e il 'parmigiano' venduti in Germania. Forse è una mia mera immaginazione, ma il primo caffé espresso bevuto al di là del confine italiano è più buono dell'espresso da noi. E se non dipende dall'espresso o dal parmigiano, deve dipendere dai confini. A prescindere da quando riuscirò a farlo, già me ne rallegro", ha concluso riferendosi al suo prossimo viaggio in Italia.

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