faccia a faccia con l'autore di Isis Spa

L'INTERVISTA / Estulin: "Gli americani hanno finanziato l'Isis"

L'ex agente del Kgb e scrittore di fama mondiale si confessa con Il Populista. "I burattinai del terrorismo internazionale sono altrove. E gli islamisti controllano anche il narcotraffico mondiale"

Gianluca Savoini
L'INTERVISTA / Isis Spa

Da Bin Laden e la “sua” Al Qaeda fino ad arrivare all'Isis di oggi la solfa è sempre la stessa. L'Occidente (a parole schierato contro l'islamismo radicale), e soprattutto la sua componente dominante, quella anglo-americana, favorisce la nascita di militanti islamici in aree che vanno destabilizzate per rovesciare chi non accetta il dominio del Nuovo Ordine Mondiale made in USA, siano essi, di volta in volta, i russi (o sovietici) in Afganistan, la Libia dell'antico alleato Gheddafi, divenuto scomodo, o la Siria di Bashar Assad. I militanti e le organizzazioni islamiste vengono finanziate, dotate di armanenti di primo livello, addestrate alle operazioni militari. Ad un certo punto, gli “apprendisti stregoni” o non riescono più a controllare il mostro che hanno creato o si rendono conto che l'obiettivo non è stato raggiunto: e via allora con l'attacco diretto, più o meno reale, al “terrorismo islamico”, con proclami roboanti sulla necessità di difendere “democrazia”, “pace”, “sicurezza”. Se si deve bombardare interi paesi per farlo, non importa poi molto perchè la storia insegna: i bravi e i buoni sono quelli che alla fine vincono.

È questa la trama non di un film in prima visione al cinema, ma dell'ultimo lavoro dello scrittore russo Daniel Estulin, già agente del Kgb sovietico e scrittore di fama mondiale, grazie a libri che sono diventati best-seller tradotti in tutte le lingue, come il “Gruppo Bilderberg”. Purtroppo non si tratta di fantapolitica, ma della cruda e terribile realtà. Documentata da Estulin in maniera dettagliata e con fonti di primissimo livello che risultano incontrovertibili. Lo scrittore, incontrandoci fuori Italia, ricorda con soddisfazione che tutti i suoi libri non hanno ricevuto smentite né querele. “Perchè non possono querelare la verità”, dice sorridendo davanti ad una tazza di caffè.

Estulin, già il titolo la dice lunga: “Isis spa” (nelle librerie italiane grazie alla casa editrice Sperling & Kupfer). Lei sostiene quindi che l'Isis non sia una creatura spontanea interna al fondamentalismo islamico?

Io non sostengo nulla, sono i documenti e i fatti che lo sostengono. Gli stessi terroristi utilizzati per rovesciare il regime di Gheddafi e giustiziare l'autore del “libretto verde”, che così non può più parlare, stanno cercando di fare la stessa cosa con Assad in Siria. Solo che, a differenza della questione libica, in quella regione sono presenti da sempre i russi, alleati strategici di Assad, che da un anno hanno dichiarato al mondo di voler impedire l'islamizzazione della Siria e l'instaurazione di un regime fanatico islamico. Dalle parole Putin è passato ai fatti, come abbiamo visto. Creando un cortocircuito rischiosissimo nelle relazioni internazionali. Mai come oggi, a causa della situazione in Siria, siamo vicini ad un conflitto spaventoso.

Gli americani però dicono di combattere con decisione l'Isis, anche se continuano a sostenere che Assad deve cadere. È solo fumo negli occhi, secondo lei?

Proprio così. Gli americani non soltanto hanno finanziato l'Isis, ma sono abilissimi nello strumentalizzare la necessità di combattere il terrorismo islamico facendo operazioni segrete contro la Russia non solo in Medio Oriente, ma anche in Caucaso e in Cecenia, zone della Russia a maggioranza musulmana. Lo stillicidio di provocazioni effettaute dagli anglo-americani contro Mosca stanno entrando, proprio adesso che si sta svolgendo la battaglia decisiva ad Aleppo, nella fase più critica e rischiosa per la pace mondiale. Basta veramente poco per accendere la scintilla del punto di non ritorno. Senza dimenticare che anche la Cina, pur meno esposta mediaticamente, vuole giocare la sua partita.

Quindi, secondo quanto scrive nel suo libro, dietro lo Stato islamico non ci sono veri islamici, ma burattini fanatici al servizio di ben determinate potenze occidentali?

No, gli islamisti fanatici ci sono eccome, soprattutto tra le milizie terroristiche. Ma i grandi burattinai sono altrove. Nel libro cito e pubblico circa duecento documenti che spiegano bene la situazione, naturalmente occultata alle masse, che invece vengono convinte che gli Usa e i loro più fidi alleati combattono veramente il terrorismo islamico in tutto il mondo. Alleati di questa strategia sono anche alcuni paesi arabi, in primis l'Arabia saudita, ma anche il Qatar e il Kuweit. Dall'Arabia saudita arrivano enormi quantità di denaro che serve a finanziare le cellule terroristiche islamiste, teleguidate contro chi, come la Russia, si oppone alla strategia mondialista. Senza dimenticare il ruolo centrale di Dubai.

Quale sarebbe il ruolo di Dubai?

La capitale di questo Emirato arabo è ricchissima, la frequantano i potenti del mondo finanziario ed economico mondiale ed è attraversata da trafficanti di armi, di droga, di donne da far prostituire. È la porta del malaffare internazionale e anche per il terrorismo. Bin Laden ricevette 50 milioni di dollari dalla “Dubai Islamic Bank” alla fine degli anni Novanta ed erano soldi sauditi, alleati storici di Washington. Da Dubai arrivarono i soldi per progettare lo spaventoso attentato a Mumbai nel 2008. Sempre da Dubai arrivarono i finanziamenti per il grande trafficante di tecnologie nucleari, il pakistano A.Q.Khan.

Oltre al terrorismo, lei sottolinea che questi ambienti islamisti finanziano anche il narcotraffico mondiale.

Armi e droga rappresentano un mercato criminale che muove due miliardi di dollari all'anno. Somme che servono anche ad alimentare il terrorismo internazionale. La rotta attuale della cocaina, ad esempio, parte dalla Colombia ed arriva in Spagna passando per la Nigeria, dove le milizie islamiste di Boko Haram controllano il traffico. Ma alla fine la punta della piramide è sempre la stessa: Wall Street, insieme alla City di Londra. Esiste una documantatissima inchiesta del Senato americano che dimostra come tutte le principali banche commerciali di New York e di Londra riciclano centinaia e centinaia di milioni legati al narcotraffico.

E nessuno interviene, a Washington e a Londra?

Vuole scherzare? Certi governi e certo sistema bancario sono legati strettamente al sistema del narcotraffico, con operazioni di intelligence segrete e continue. Fanno parte del sistema. Di questo bell'Ordine Mondiale che però sta finalmente tremando.

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