Intervista al segretario del sindacato Orsa

Immigrati padroni: sui treni si rischia il morto

Angelo Multari, leader di Orsa Ferrovie - Personale Viaggiante: "Situazione peggiorata negli ultimi 10 anni, intervenga lo Stato. Rischiamo il punto di non ritorno, cioè che un collega venga ucciso"

Marco Dozio
Treni insicuri, il sindacalista: "Stranieri responsabili della maggior parte delle aggressioni"

La maggior parte delle aggressioni al personale sui treni avviene ad opera di stranieri. Spiace dirlo, anche per certe mie convinzioni politiche, ma è un dato di fatto”, parola di Angelo Multari, segretario nazionale Orsa Ferrovie – Personale Viaggiante, il principale sindacato del settore, lanciando l’allarme sulla sicurezza perduta nei convogli e nelle stazioni, spesso terra di nessuno dove controllori e passeggeri rischiano ciò che in un paese civile non dovrebbero rischiare: la vita. Il terrore, per esempio, di finire in balìa di gang come quella composta da giovani magrebini che settimana scorsa, in provincia di Treviso, ha preso in ostaggio un treno per un’ora: minacciando, aggredendo, spaventando, devastando. Stesse scene pochi mesi fa in Piemonte.

Multari spiega al Populista che "la situazione è decisamente peggiorata negli ultimi 10 anni”, anche per effetto della chiusura di molte postazioni di polizia ferroviaria in seguito ai tagli decisi dagli ultimi governi: “La riduzione d’organico delle forze dell’ordine impegnate nel presidiare luoghi strategici è uno dei fattori determinanti”. L’esperienza del sindacalista è utile per tracciare un quadro che inevitabilmente assume tinte molto fosche. “Sono nel personale viaggiante da 35 anni: negli ultimi anni abbiamo assistito a un’impressionante recrudescenza degli episodi di violenza. E abbiamo contezza che ormai i malintenzionati passano alle vie di fatto subito, con una facilità sconosciuta in precedenza. Fino a qualche anno fa le aggressioni fisiche erano rarissime, costoro si limitavano per così dire alle minacce. Ora non è più così”.

La tensione è alta e tra i lavoratori dilaga la paura di subire conseguenze terribili mentre sono in servizio, per il solo fatto di dover far rispettare un minimo di legalità: “Quanto è successo in Veneto è emblematico e non costituisce un’eccezione. I dati in nostro possesso parlano di 36 episodi di aggressione tra luglio e agosto: in questa statistica, si badi bene, non rientrano le minacce ma i pestaggi veri e propri, con prognosi dai 10 giorni in su. Fatti gravissimi”.

Orsa Ferrovie recentemente ha firmato un accordo con Trenitalia attraverso il quale l’azienda garantisce tutela legale al personale coinvolto in fatti violenti: “In precedenza non succedeva nemmeno questo e raramente la società si costituiva parte civile, ora lo farà in tutti i processi”. Regione Lombardia ha schierato una quota di vigilantes sui vagoni. “Anche le aziende stanno cercando di intervenire con risorse proprie, ma siamo di fronte a dei palliativi”.

Multari si appella al governo, chiedendo di arginare la deriva in atto prima che sia troppo tardi: “Noi come sindacati garantiamo il nostro impegno, ma questo ormai è un problema di ordine pubblico che esula dalle nostre competenze. Deve intervenire lo Stato, il Ministero degli Interni, perché così non si può andare avanti. Occorre una presa di coscienza da parte degli organismi istituzionali preposti al controllo e alla repressione sul territorio: è in gioco la sicurezza dei lavoratori ma naturalmente anche quella dei passeggeri. Rischiamo il punto di non ritorno, cioè che un collega venga ucciso”.

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