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La Merkel furiosa per la sconfitta. La Lega: "È un NO alla politica delle porte aperte"

La vincitrice Petry: "La cancelliera si rovescia da sola". La Csu spinge per un cambio di rotta. Calderoli: "Uno schiaffone ancora più pesante attende Renzi"

Redazione
Merkel furiosa per la sconfitta. La Lega: "È un NO alla politica delle porte aperte"

La cancelliera tedesca. Foto ANSA

"Sono molto scontenta per l'esito delle elezioni regionali ieri in Meclemburgo": lo ha affermato la cancelliera Angela Merkel in una conferenza stampa tenuta a conclusione del G20 in Cina. La Cancelliera, furiosa per la netta sconfitta elettorale, ha detto che il suo partito deve "riconquistare la fiducia" degli elettori non solo sulla questione degli immigrati ma anche su quella della dimensione "sociale" dell'economia.


"Abbiamo ora il compito di lavorare in maniera intensa per riconquistare la fiducia e questo, è mia ferma convinzione, può solo avvenire se di dimostra che si risolvono i problemi e non solo quelli in relazione ai profughi ma anche i problemi che abbiamo in generale per quanto riguarda lo sviluppo economico" e "la coesione sociale", ha detto oggi in una conferenza stampa. "È particolarmente spiacevole", ha proseguito la Cancelliera, "perché l'Unione cristiano-democratica nel governo regionale si è preoccupata di mandare avanti la Regione. Ha fatto un buon lavoro", ma "purtroppo" i suoi leader locali "non hanno potuto raccogliere questi frutti perché", nelle elezioni, "si è trattato quasi esclusivamente di politica federale" che "si è sovrapposta quasi a tutto", ha detto la Merkel riferendosi esplicitamente al "tema dei profughi e alla questione dell'integrazione".

"Angela Merkel si rovescia da sola". Questo il primo commento della leader della destra populista Frauke Petry nella giornata del trionfo alla tv all-news Phoenix commentando il successo del suo partito in Meclemburgo che, a suo avviso, rappresenta una sconfitta personale della cancelliera. "La Merkel e l'Spd illudono i cittadini, che si tratti di finanza o di crisi dei migranti", ha affermato la Petry, "sono sul punto di liquidare questo Paese e per questo le persone votano Afd". La leader del partito uscito vincitore dalla tornata elettorale, parlando alla tv N24 ha aggiunto che "per tutelare la libertà e lo stato di diritto i confini devono essere chiusi a questa immigrazione illegale. È giusto e necessario", ha detto, "integrare" singoli profughi che hanno diritto di asilo ma "oltre il 90%, secondo una stima ufficiale, non sono in questa situazione" e rappresentano quindi "un massiccio sovraccarico per lo stato sociale".


Nervosismo nella Csu, l'alleato bavarese della Cdu. L'ex presidente della Baviera, Edmund Stoiber, ha chiesto alla Merkel "una seria analisi del voto", perché "non è certo un rafforzamento quando nella propria regione viene scalfito il carattere di massa del partito". In una dichiarazione alla Bild, il ministro delle Finanze bavarese Markus Soeder, uno dei più critici in passato con la politica di accoglienza sui profughi, spinge per "un cambio di rotta" a Berlino: "L'umore dei cittadini non si può più ignorare", ha detto.

"La sconfitta di Angela Merkel nelle elezioni regionali del Meclemburgo", afferma il senatore leghista Roberto Calderoli, "non fa che confermare la volontà dei cittadini europei di dire no alla politica del buonismo e delle porte aperte che ha causato l'invasione dei nostri Paesi, a partire dall'Italia, da parte degli immigrati clandestini". "Lo schiaffone che la Cancelliera ha dovuto incassare ieri non è niente, in confronto a quello che attende il suo pupillo Renzi: il no alla riforma Boschi", prosegue il vice presidente del Senato, "che già per testo e contenuti meriterebbe di essere respinta, dovrà essere così netto e inequivocabile da mandare a casa il Governo abusivo e porre fine ai disastri dei quali si sta rendendo responsabile".


"Il ministro Gentiloni", rileva, ha consigliato a frau Angela di proseguire nella politica dell'accoglienza nonostante la mazzata presa; continuino pure a ragionare ed agire così, senza accorgersi che la gente non ne può più della loro volontà di sostituirci con gli immigrati, importando manodopera a basso costo a favore delle multinazionali". "Il voto per la Brexit ha aperto la strada: è possibile ribellarsi, lo faranno il prossimo 2 ottobre gli austriaci e gli ungheresi, rispettivamente con il nuovo ballottaggio per le presidenziali e il referendum contro le quote di clandestini; lo faranno tutti i popoli che andranno a votare nei prossimi mesi, lo faremo anche noi", conclude Calderoli, "col referendum sulla riforma costituzionale: siamo più che pronti, non vediamo l'ora di esprimere il nostro no".

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