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Codice Ong, protesta Medici senza frontiere: "Profana il nostro santuario"

E su Iuventa, il poliziotto sotto copertura: "Sono rimasto a bordo per 40 giorni e sono riuscito a documentare con foto e video i contatti tra l'equipaggio tedesco e i trafficanti d'uomini"

Redazione
Codice Ong, protesta Medici senza frontiere: "Viola il nostro santuario"

Dice no al Codice etico delle Ong Loris Filippi, presidente di Msf. "Io non esprimo alcun giudizio politico sull'attività del ministro Minniti. Se lui crede nell'efficacia dell'azione coercitiva, vada pure avanti. Noi non siamo d'accordo. Ma l'errore fondamentale è ritenere di poter miscelare l'azione umanitaria con il contrasto all'immigrazione clandestina. I militari, la polizia fanno il loro lavoro, noi facciamo altro e questa separazione di ruoli è fondamentale", dichiara a Repubblica. "Se nelle nostre strutture o sui nostri mezzi dovesse entrare personale armato sarebbe uno spazio violato, non sarebbe più un santuario umanitario. Noi ci rendiamo ben conto che le forze dell'ordine sono una cosa diversa dalle milizie, però anche un contesto come quello del Mediterraneo dove una nostra nave è stata attaccata dalla guardia costiera libica presenta rischi sulla sicurezza".


E ha suscitato scalpore la vicenda del poliziotto dello Sco, il Servizio centrale operativo che per quaranta giorni ha lavorato sotto copertura sulla Vos Hestia di Save the Children, che ha scoperto i contatti tra l'equipaggio della nave Iuventa e gli scafisti. Suo compito, verificare la fondatezza delle denunce presentate da alcuni volontari proprio di Save the Children. "Sono rimasto a bordo per 40 giorni", ha raccontato l'agente al Corriere, "e sono riuscito a documentare con foto e video i contatti tra l'equipaggio della Iuventa e i trafficanti d'uomini".

Luca B., 45 anni, sub, abilitato al soccorso medico in mare, agente esperto, ha dovuto agire con circospezione,"continuamente all'erta per non essere scoperto". La cosa più complicata è stata filmare e scattare foto "per timore di suscitare sospetti tra gli altri membri dell'equipaggio". E alla fine, il 18 giugno, la sua pazienza è stata premiata: "All'alba, la Vos Hestia e la Iuventa si incontrano in alto mare. Pochi minuti dopo si avvicina un barchino dei trafficanti. Rimane a pochi metri da Iuventa, gli scafisti parlano coi volontari. Arriva un altro barchino che scorta un gommone carico di migranti".


Luca B. riesce a scattare foto e a filmare lo scambio. Tre ore dopo c'è un altro contatto e anche in quell'occasione l'agente sotto copertura riesce a filmare tutto. Poi comunica coi suoi capi: "Ho tutto, comprese le immagini dei barchini restituiti ai trafficanti e riportati in Libia". Grazie a lui, ciò che tutti han sempre saputo e che pochi (Salvini, Zuccaro, la Lega, il Centrodestra) han sempre detto, viene infine dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio. E adesso tremano i buonisti.

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