Perde l'azienda, se la riprende e apre filiali in India

"Per vincere punto su giovani e innovazione"

Lui si chiama Pier Luigi Rizzi. La sua azienda di Dalmine (BG) era finita in mani straniere. Ma con un blitz è riuscito a ricomprarla e a ricostruirla. Tutta bergamasca

Redazione
"Per vincere punto su giovani e innovazione"

Aveva perso l’azienda, fondata nel 1967 e ceduta ai tedeschi prima e agli austriaci dopo

Ma lui, Pier Luigi Rizzi, amministratore unico della Cimprogetti, l’ha ricomprata nel 2014. Dopo che la gestione estera aveva chiuso  il bilancio con 3,7 milioni di “rosso”.

La sua creatura Rizzi l’ha ricostruita tutta bergamasca, e soprattutto giovane. “Questa  è stata la mossa vincente”, ha raccontato l’ingegnere ai giornali; “avere una squadra giovane, capace, dinamica e coesa che ha permesso all’inizio del 2015 il rilancio dell’azienda. Così, le commesse l’anno scorso hanno ripreso slancio, dai 13 milioni di euro (per contratti pluriennali) in Iran, grazie alla ripresa delle relazioni economiche, ai 10 milioni tra Indonesia, Malaysia e Laos (commesse che si prolungano nel 2016); poi l’Azerbaigian, la Colombia, le Filippine, l’Indonesia, la Corea e il Vietnam”. La ditta bergamasca oggi è divenuta una società leader mondiale nella progettazione e nella costruzione di impianti completi per calce e derivati e vanta oltre 400 impianti realizzati in tutti e cinque i continenti.


Rizzi che, come membro di Confindustria di Bergamo, si era fatto alfiere di una battaglia per il miglioramento dei servizi innovativi e tecnologici, ha spiegato in passato quale sia, secondo lui, la strategia vincente per sfondare all’estero: “Apportare all’industria manifatturiera tecnologie di innovazione e novità in maniera tale da presentarsi sul mercato estero con un maggior grado di competitività”. Una mossa che sembra pagare, in un mercato quale quello nostrano continuamente minacciato dalla concorrenza sleale, a basso costo e di scarsa qualità, dei Paesi del Terzo Mondo. Mentre alcuni scelgono di abbattere i costi importando merce scadente proprio da quelle nazioni, l’impresa di Dalmine va in controtendenza ed annuncia di essere in procinto di aprire, da qui a due mesi, una filiale in India per portare il made in Lombardy nella valle del Gange.

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