VIVA L'ITALIA!

Giovanni dAustria
VIVA L'ITALIA!
Ci pensate voi a censurarmi o devo auto-censurarmi e chiudo qui questa mia riflessione? Non so, fatemelo sapere e con chiarezza. Qui non c'è tanto da liberare “la bestia” che c'è in noi, personalmente preferirei liberare la verità che nessuno, o quasi, dice. Possiamo fare una riflessione? Prima di tutto, leggo che è caduto un elicottero della Marina Militare e che un giovane soldato è morto. Alla famiglia, e alla Marina Militare, il primo pensiero, la solidarietà e una preghiera per quell'uomo morto mentre faceva il suo dovere verso la Nazione. Ed ora passo a cose meno importanti, sì, perché la vita viene prima di tutto. Non mi interessa parlare del giovane, sorridente e forse un pò troppo presuntuoso, Di Maio o del non rassegnato Berlusconi, che farebbe bene a ritirarsi. Non mi interessa. Mi interessano i fatti. E chiedo: per quanto tempo ancora gli italiani saranno presi per i fondelli con finti piani di ripresa, manovre economiche miracolose e via dicendo che non ci saranno mai? Perché non ci dite, una volta per tutte, la verità? Io non sono un economista, ma credo basti soltanto usare un po' di buon senso per capire alcune cose. E le cose, secondo me, sono queste: non ci sono soluzioni per il futuro del Paese. Ho detto troppo? Qualcuno ci sta ripensando a chiudere qui il mio pensiero cestinando la mail? Spero di no, spero davvero di no. Voglio sperare ancora e soprattutto nella Lega. E allora, diciamocelo chiaramente, non abbiamo futuro. E sapete perché? Perché il futuro non può dipendere dagli altri, il futuro di ciascuno dipende principalmente dalle proprie scelte, e se noi non possiamo più decidere perché gli altri decidono per noi... non ci sarà mai futuro. Il punto è principalmente questo: se l'Italia non stampa moneta, non potrà mai aggiustare le pensioni, dare speranza, contributi, incentivi, aiuti a chi ha bisogno. Non potrà mai adeguare gli stipendi ai costi aumentati a dismisura, della vita. Non ci sono forzieri con i soldi. I soldi ce li danno i burocrati di Bruxelles, gli stessi che ci impediscono di produrre olio, frutta, di pescare nei nostri mari eccetera eccetera. Continuano a impedirci di esistere, di vivere e di lavorare, e i soldi sono sempre quelli, quindi? Ci sono speranze? Sì, ma solo se cambia il rapporto con la UE. Soltanto se c'è qualcuno con le palle – con gli attributi - che va a Bruxelles e, invece di inginocchiarsi, dice che non possiamo più andare avanti così. Soltanto se c'è qualcuno che ha la volontà politica di ridiscutere i trattati e di rivedere gli impegni. Lo avevo già scritto e lo scrivo ancora: non dobbiamo morire euroioni! Riepilogando, dico che se le cose vanno avanti così, altalenando, senza azioni forti, coraggiose, serie e sagge, i politici che andranno al governo, chiunque essi saranno, avranno sulla coscienza la fine di un Paese, la morte dei propri cittadini, portati all'esasperazione. Sono d'accordo, per una volta, con Grillo quando dice che non si deve più guardare alla destra o alla sinistra, ma a chi vuole crescere e restare sovrano nel proprio Paese o chi vuole mettersi prono per il piacere di Berlino e di Bruxelles. Allora, che si fa? Cominciamo a ragionare e mandare un po' a quel paese la UE per far stare meglio gli italiani o continuiamo a prostrarci allo straniero? Grazie.

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