A CASA SUBITO e poi si vota

Manovra, il governo congelato sfida il popolo per portare a casa le regalie

Renzi è rottamato dalla gente ma si prepara alla campagna elettorale tentando di approvare con la fiducia una legge di Bilancio piena di marchette. Opposizioni all'attacco

Alessandro Morelli
Manovra, il governo congelato sfida il popolo per portare a casa le regalie promesse: mettiamo la fiducia

Foto, ANSA

Che Mattarella fosse più renziano di Renzi lo potevamo immaginare (il segretario Pd gli ha permesso di filare al Quirinale) ma dare a Pinocchio la possibilità di sbrinarsi dal congelamento in corso per approvare le marchette utili per la prossima campagna elettorale ha del colmo.

Renzi ha annunciato le sue dimissioni, oltre ad avere promesso nei mesi scorsi di abbandonare la politica in caso di sconfitta e invece, grazie a Mattarella, il leader Dem è pronto a porre la fiducia sulla Manovra per arrivare alle elezioni con una lunga lista di regalie promosse durante la campagna referendaria che torneranno utili nei prossimi mesi.

Il Governo morto e sepolto sceglie la strada della fiducia per approvare rapidamente il marchettificio ma il percorso parlamentare potrebbe essere meno rapido di quanto il PD auspichi, confidando in una fiducia tecnica da portare a casa già entro venerdì, perché se una minima apertura da parte delle opposizioni sulla messa in sicurezza dei conti c’è stata, questa resta condizionata all'eliminazione di voci considerate alla stregua di mance elettorali.

Tutti i partiti sono sul piede di guerra, la Lega spara ad alzo zero con i capigruppo Gianmarco Centinaio e Massimiliano Fedriga: "Non ci sono le basi per l’approvazione rapida della legge di bilancio al Senato a meno che il governo non elimini immediatamente tutte le marchette pre-elettorali inserite prima del voto di domenica. Non vogliamo prolungare l'agonia per ripagare gli endorsement ricevuti da Renzi in campagna elettorale". Stessa posizione per il M5S, illustrata dal senatore Vito Crimi: "Aspettiamo l'esito della commissione, se la legge di Bilancio dovesse essere blindata e il Governo non dovesse consentire nessuna modifica mettendo la fiducia, prima scongeliamo questo governo e se ne va a casa, meglio è. Scongeliamo il più presto possibile Renzi". Anche i capigruppo di Forza Italia, Paolo Romani e Renato Brunetta, hanno già messo le mani avanti condizionando qualunque apertura sulla manovra presuppone "che vengano stralciate tutte quelle parti che riguardano piccoli e grandi finanziamenti di mero sapore elettorale che oggi compongono il testo della legge".

Silenzio dagli alleati di Renzi, Verdini e Alfano che sulla questione daranno appoggio al premier congelato pur di avere una legge elettorale favorevole e poter sopravvivere alle prossime elezioni... quando si dice nell'interesse dei cittadini. 

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