Il complotto di Obama contro Ratzinger. Bergoglio leader della sinistra mondiale

Gianluca Donati
Il complotto di Obama contro Ratzinger. Bergoglio leader della sinistra mondiale

Quando nel 2013 Papa Benedetto XVI si dimise e al suo posto gli subentrò Papa Francesco, in Italia fummo solo in due a supporre che tali dimissioni non fossero realmente dovute a motivi di età e/o salute, bensì potessero essere la conseguenza di pressioni esterne e interne al Vaticano finalizzate a rimuovere un papa “scomodo” per le sue posizioni “conservatrici” e “tradizionaliste”. Il primo fu Antonio Socci e l’altro – più modestamente – fui io, che attraverso degli articoli de “Il Giornale del Ribelle” supposi che fosse in atto un vero e proprio complotto “massonico - progressista”; Socci ed io fummo entrambi accusati di essere paranoici. Ed ecco che qualche giorno fa, Il Giornale diretto da Sallusti, ha pubblicato un controverso articolo dal quale si apprende un possibile retroscena inquietante. Il 20 gennaio scorso la rivista cattolica tradizionalista “The Renmant” ha scritto una lettera aperta al nuovo Presidente americano Donald Trump per chiedergli di fare chiarezza sulle mosse Oltretevere di Barack Obama e il suo ruolo nell’abdicazione del papa emerito, Benedetto XVI. A firmare la missiva sono stati David Sonnier, tenente colonnello dell’esercito Usa, Christopher Ferrara presidente dell’associazione avvocati americani, e Michael Matt, direttore di The Renmant. Il nocciolo della missiva, che prende spunto da alcune rivelazioni e documenti pubblicati da Wikileaks, è il sospetto che “il cambio di regime in Vaticano sia stato progettato dall’amministrazione Obama”. Se ciò fosse confermato, sarebbe uno scandalo senza precedenti. “Durante il terzo anno del primo mandato dell’amministrazione Obama – si legge nella lettera aperta – il segretario di Stato Hillary Clinton, e altri funzionari del governo, hanno proposto una RIVOLUZIONE CATTOLICA il cui obiettivo era LA SCOMPARSA DEFINITIVA di ciò che restava della CHIESA CATTOLICA IN AMERICA”. I sospetti nascono da una e-mail che John Podesta – consigliere della Clinton – inviò a Sandy Newman, direttore di una rivista progressista. Nella e-mail Podesta spiega al suo interlocutore che sta cercando di realizzare una “PRIMAVERA CATTOLICA” in Vaticano simile alle “primavere” che hanno ribaltato i regimi del Nord Africa. Secondo i firmatari della missiva, l’elezione di Papa Francesco sarebbe servita a “dare un appoggio spirituale al programma ideologico radicale della sinistra internazionale”, tanto che oggi il pontefice sarebbe ormai diventato “il leader della sinistra mondiale”. La rivista The Renmant, quindi, chiede a Trump di aprire un’inchiesta che spieghi “per quale motivo la NSA ha monitorato il conclave che ha eletto Papa Francesco”. Infine, i firmatari chiedono al presidente di chiarire il ruolo di Podesta in quella che lui stesso avrebbe definito “primavera cattolica”, quale influenza abbia avuto il finanziere George Soros e se l’amministrazione Obama sia entrata in qualche modo in contatto con quella che è stata chiamata la “mafia di San Gallo”, ovvero, il consesso di cardiali e vescovi (Carlo Maria Martini, Adrian Van Luyn, Walter Kasper e Karl Lehman, Achielle Silvestrini e Basil Hume) che già nel 2005 avrebbe individuato in Bergoglio il papa perfetto per la riforma della Chiesa in senso progressista. E onestamente, che Papa Francesco incarnasse un cattolicesimo “progressista”, era evidente; si pensi al suo epistolario con Eugenio Scalfari, agli elogi ai radicali Pannella e Bonino, al dialogo con la Cuba castrista, alla vicinanza con la presidenza Obama, alle critiche a Trump, alle sue esortazioni all’accoglienza indiscriminata di immigrati. Ma si pensi soprattutto alla sua interpretazione esclusivamente “sociale” del Vangelo abdicando completamente rispetto alle questioni etiche e spirituali (che erano invece centrali nel papato di Ratzinger), fino a giungere al controverso Sinodo della famiglia che ha spalancato le porte della Chiesa Universale ad un vero e proprio “relativismo etico”, talmente grave da provocare profonde divisioni all’interno della Chiesa stessa. Il problema però – è bene essere chiari – non è “il progressismo” di questo Papa che può non piacere ai conservatori. Le questioni sono altre e le elenchiamo quanto segue: Benedetto XVI ha abdicato di sua scelta o è stato costretto da pressioni esterne e interne al Vaticano? Ha lasciato per ragioni di età e salute o no? L’elezione di Papa Francesco è avvenuta in modo regolare o è frutto di un golpe massonico? Il Conclave si è svolto regolarmente o no? L’orientamento “progressista” di Papa Francesco è una sua libera e sincera interpretazione del Vangelo, oppure si tratta di una consapevole deviazione dalla vera Dottrina della Fede da parte di una corrente eretica di apostati che si è subdolamente infiltrata nel mondo cattolico e nel Vaticano, allo scopo di trasformare la fede cristiana in ideologia progressista? Perché è necessario ricordare che un Papa non è AL DI SOPRA della dottrina, bensì la dottrina è al di sopra del Papa, e questi, ne è vincolato. Se un Papa devia dalla dottrina, è eretico e può (deve) essere rimosso. Naturalmente le domande di The Renmant, restano tali, si tratta di ipotesi che devono essere comprovate e speriamo che Trump e la sua squadra, abbiano sufficiente coraggio da fare chiarezza.

Livorno

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