Le lezioni di democrazia dell'ex terrorista Solimano

Gianluca Donati
Le lezioni di democrazia dell'ex terrorista Solimano

Foto ANSA

È scontro tra Fratelli d’Italia Livorno e l’Arci a proposito della nuova attività commerciale di riparazione biciclette “Ciclofficina Contropiede”, che sottoforma di associazione Arci con patrocinio del Comune di Livorno (pentastellato) favorirebbe lavoratori immigrati danneggiando la concorrenza degli italiani. Della vicenda mi ero occupato personalmente in un precedente articolo de Il Populista, e nel frattempo la polemica è stata ripresa da La Nazione e Il Giornale. Dal suo profilo Facebook Marco Solimano presidente dell’Arci Livorno, scrive un post (successivamente rimosso); eccone un passaggio: “… il massimo che riescono ad esprimere è vengono a levare il lavoro agli italiani (…) il meglio di una sottocultura fascista e leghista che contribuisce a seminare odio e discriminazione, a delegittimare chi si adopera per la mediazione sociale e la tenuta del tessuto democratico di una comunità (…) non ci faremo certo intimidire”. La replica del responsabile di Fratelli d’Italia Livorno Andrea Romiti non si è fatta attendere, e sempre attraverso Facebook, ribatte: “Ho letto che Marco Solimani ci taccia per fascisti e che difendendo i commercianti livornesi mettiamo in pericolo la tenuta della democrazia. A parte la sua scoperta della tenuta della democrazia avvenuta in tarda età, io non mi permetterei mai di offendere le idee degli altri, ma cercherei di rispondere nei termini al fine di chiarire se questo progetto dell’Arci toglie o meno lavoro ai commercianti che pagano le tasse”. In attesa di una risposta convincente (che per adesso tarda ad arrivare) sarà bene rinfrescarci la memoria su chi è Marco Solimani. Insieme al fratello Nicola, Il signor Solimano ha fatto parte negli anni ‘70 di Prima Linea, la più importante e organizzata struttura terroristica insieme alle Br. A Firenze, il 20 maggio 1978, il suo gruppo organizzò un’evasione di detenuti politici dal carcere delle Murate, durante la quale rimase ucciso Fausto Dionisi, un giovane carabiniere. Per quei fatti Solimano fu condannato, nel 1985, a 22 anni di reclusione, poi ridotti a 19. Si è successivamente dissociato dalla lotta armata; è presidente dell’Arci di Livorno e l’ex sindaco di Livorno Alessandro Cosimi ebbe la pensata di nominarlo garante dei diritti dei detenuti. Per dieci anni è stato consigliere comunale prima dei Ds, e poi del Pd. Per un soffio non è stato promosso assessore al sociale (un’altra trovata di Cosimi), ma dovette rinunciarvi perché in seguito alle reazioni indignate dei parenti delle vittime del terrorismo, i vertici toscani e anche nazionali del Pd, lo condussero a più miti consigli. Adesso ci chiediamo se un simile personaggio, si trovi nelle condizioni morali di dare lezioni di “democrazia” a chicchessia. Ci chiediamo come sia possibile che possa essere presidente Arci Livorno e quale credibilità possa avere l’iniziativa “Ciclofficina Contropiede” promossa da tale individuo. E come possa ricoprire la carica di garante dei diritti dei detenuti. E infine, come tutto questo possa essere possibile con il beneplacito del Movimento 5 stelle che governa la città...

Livorno LI, Italia

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