gli africani di roberto: speranza o paranza?

Sindaci africani per il Sud. E la memoria corta di Saviano

Filippo Facci, su Libero, ricorda all'autore di Gomorra quando, all'epoca della sparatoria di Castel Volturno, lo scrittore denunciò l'esistenza di una feroce mafia nigeriana. Altro che "africani speranza per l'Italia"

Redazione
Sindaci africani per il Sud. E la memoria corta di Saviano

Foto ANSA

Sognar "sindaci africani" per Napoli non è certo un peccato (ma chissà cosa ne pensano i napoletani) ma suona tanto come una baggianata. Perché là dove non riesce a mettere ordine e pulizia un partenopeo puro come De Magistris, sarà difficile possa riuscire un immigrato, magari appena sbarcato dopo un viaggio della disperazione. Ma si sa che per i buonisti il buon senso è un optional ed è sufficiente strillare "all'immigrato" come panacea e soluzione di tutti i mali. E dunque, non deve stupire la recente sparata di un "buonista doc" come Saviano, ennesimo scivolone di un'ossessiva crociata radical-chic che lo porta ad intervenire (a sproposito) su tutto e su tutti giusto per per finire sui rotocalchi.

Non bisogna fare certo di tutt'erba un fascio, ma a lui che sogna "sindaci africani per il Sud" e parla di africani "speranza per l'Italia", Libero, con un articolo di Filippo Facci, ha ricordato allo scrittore quel video postato su Youtube in cui Saviano accusava la mafia nigeriana insediatasi nel capoluogo campano di essere "ancora più cruenta della camorra e che costringeva ragazzine di dodici anni a fare le schiave o le prostitute"; nello stesso video lo scrittore denunciava il traffico abnorme di droga che giungeva puntualmente dalla Nigeria e che aveva spinto i nigeriani a smetterla di dar quote alla camorra, e che alla base della strage di Castel Volturno del 2009, c’era la mafia nigeriana, che gestisce i supermercati dell’eroina.

All'epoca di quella sparatoria i buonisti di Repubblica accusarono la camorra di aver gambizzato dei poveri immigrati di colore (e ci andò di mezzo anche una bambina innocente). Si scoprì poi che si era trattato di un regolamento di conti tra mafiosi bianchi e mafiosi neri. E a denunciarlo fu proprio Saviano, che oggi deve essersene scordato. E al quale Facci replica: "A Napoli ci sono camorristi bianchi e vittime nere, ma anche camorristi neri e vittime bianche. Se questo è il ragionamento, servirebbe un sindaco mulatto. Oppure un magistrato. Vero".

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