ANCORA NOTIZIE DI REATO DAL CARA

Luca Odevaine svela ai pm il "Sistema Mineo"

Nei verbali si parla del pranzo con la sedia vuota poi occupata da chi avrebbe gestito il centro, alla "integrazione" del bando di gara base "affinché vincesse il gruppo di imprese che erano state individuate a livello politico”

Fabio Cantarella
Luca Odevaine svela ai pm il "Sistema Mineo"

Luca Odeaine, a destra nella foto ANSA

Ha iniziato a “cantare” Luca Odevaine, la mente del gruppo di potere che ha dato il via all’invasione e alla speculazione economica spacciata per accoglienza e solidarietà. E chi non si allineava a questa follia veniva tacciato, quando andava bene, di razzismo. Arrestato nell’ambito dell’inchiesta romana “Mafia Capitale”, Odevaine ha deciso di sottoporsi all’interrogatorio dei magistrati della Procura di Catania, Marco Bisogni e Raffaella Vinciguerra coadiuvati dal capitano del Nucleo investigativo dei carabinieri Emanuele Piccirilli, e di collaborare al fine di contribuire a far luce al complesso quanto bieco sistema di potere attorno alla gestione dell’immigrazione clandestina.

Per intenderci sul grado di umanità di questi soggetti, Odevaine è passato alla storia in negativo per aver affermato, mentre veniva intercettato dal Ros dei Carabinieri, “facciamo un euro a profugo”. A svelare alcuni passaggi delle dichiarazioni rese ai magistrati da Odevaine è un’inchiesta pubblicata dal quotidiano “La Sicilia” a firma di Mario Barresi. Nei verbali dei tre interrogatori Luca Odevaine chiama in causa il sottosegretario di Angelino Alfano, Giuseppe Castiglione, sostenendo testualmente: “Io e Ferrera (“Ferrera mi era stato indicato da Castiglione come soggetto al quale fare riferimento”) abbiamo integrato il bando ‘base’ (del ministero, ndr) ed i punti più importanti, quali la distanza dei punti cottura e il rapporto con il territorio, punti che sono stati concordati insieme all’on. Castiglione affinché vincesse il gruppo di imprese che erano state individuate a livello politico”.

Nel corso di uno degli interrogatori Odevaine racconta anche del pranzo con la sedia vuota poi occupata dal presidente del Consorzio Sisifo che in seguito avrebbe avuto la gestione del Cara di Mineo. Odevaine ricostruisce i vari appalti del Cara di Mineo, incluso l’ultimo triennale da cento milioni di euro l’anno e tira in ballo anche i sindaci dei territori. C’era già il  Consorzio dei Comuni presieduto dal sindaco di Mineo Anna Aloisi (neanche a dirlo del NCD di Alfano e Castiglione). “I sindaci –afferma Odevaine- non erano a conoscenza dei meccanismi di gestione delle gare per il Cara da noi posti in essere”, ma -afferma Odevaine successivamente allorché viene chiamato a chiarire il meccanismo di assunzione dei circa 400 lavoratori del Cara di Mineo- “I sindaci del territorio si erano riuniti per spartirsi materialmente i posti di lavoro all’interno del centro”.  Per questo aspetto c’è anche un’inchiesta avviata da tempo dalla Procura della Repubblica di Caltagirone con in testa il procuratore Giuseppe Verzera.

Più volte negli ultimi anni, almeno sei, il leader della Lega Matteo Salvini, accompagnato dall'on. Angelo Attaguile, segretario nazionale di 'Noi con Salvini', ha fatto tappa al Cara di Mineo per accendere i riflettori su una struttura che con i suoi 3.700 clandestini costituisce un serio pericolo per l’incolumità pubblica oltre che fonte di guadagno indisturbato per speculatori travestiti da benefattori. Lo stesso deputato Angelo Attaguile è intervenuto più volte per richiamare l’attenzione sulle insidie derivanti dal Cara di Mineo, anche con diverse interrogazioni parlamentari, rivolte all'ex ministro dell'Interno e leader di Ncd Angelino Alfano, che non hanno mai registrato la giusta attenzione da parte del governo a trazione Pd-Ncd.

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