alto prelato all'attacco

Immigrati, il monsignore: "Facciamoli lavorare"

Periodicamente si levano voci in difesa dell'utilità dei clandestini, utilizzabili in lavori socialmente utili. Peccato che esista un mercato, sin troppo scoperto, che sui migranti invece ci lucra

Alfredo Lissoni
Clandestini, risorsa o business?

Fonte Forbes.com

Le critiche piovute in questi giorni sul Governo Renzi per la cattiva gestione del problema clandestini, con centinaia di morti (compresi molti bambini) nel Mediterraneo non sono una novità; già l'anno scorso il Governatore della Lombardia Roberto Maroni aveva parlato di "un governo incapace che non sa fare altro che imporre con la forza invio di clandestini nelle Regioni di centrodestra"; ma strali sono arrivati a più riprese persino dalla Chiesa. Che ha accusato il premier di fare poco e male per le decine di migliaia di clandestini che sbarcano sulle coste italiane.


Capofila degli scontenti è monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, che alla stampa ha dichiarato in passato: "Mancano politiche di accoglienza e integrazione; l'unica maniera umana di accoglierli è integrarli sul territorio, attraverso strutture piccole, a misura d’uomo. Nei centri in cui vengono ammassati migliaia di profughi è impossibile andare incontro ai bisogni di ciascuno". Il don ha proposto di impiegarli in lavori socialmente utili (togliendo così i già rari posti di lavoro agli italiani?): "Non sfruttamento di manodopera, ma impiego a favore della collettività; i profughi vogliono lavorare ma le norme lo impediscono, eppure basta l’ordinanza di un sindaco per consentire ai profughi di lavorare".


E in un crescendo, il monsignore ha dichiarato: "L’immigrato contribuisce ad arricchirci economicamente, culturalmente e religiosamente. Dobbiamo guardarci dal cinismo di chi pensa di approfittare delle sventure altrui per fare affari. A speculare sono immobiliaristi, cooperative legate a personaggi politici, fornitori di servizi, alberghi che ospitano immigrati. Hanno vantaggi economici, senza preoccuparsi della qualità della vita degli immigrati". Tutte bellissime parole; peccato che, secondo Il Giornale, le cooperative cattoliche che prendono soldi per l’accoglienza degli immigrati non sarebbero poi così rare. Lo si è scoperto dall’inchiesta su Mafia Capitale. Il quotidiano milanese ha fatto nomi e conti e ha scritto: “C'è la coop La Cascina, con i suoi interessi sul Cara di Mineo e la coop Domus Caritatis, che nel solo 2012 ha incassato quasi 6 milioni di euro dal Campidoglio”, citate nell’inchiesta su Buzzi.

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