Sebben che siamo scarsi

Eretico InRete
Sebben che siamo scarsi

Ormai lo sanno pure quelli che odiano il calcio, anche se non l’ammetterebbero mai: dal 10 giugno al 10 luglio si giocheranno i campionati europei di calcio. Ci sarà anche la nostra nazionale. Per poco però, stiano tranquille mogli e fidanzate: il tempo di giocare le tre partite (Belgio , Irlanda e Svezia) del girone in cui siamo stati inseriti e poi tutti al mare a mostrà le chiappe chiare. Dice: ma che fai , gufi contro il tricolor? No, ci mancherebbe: sono da sempre – come la maggior parte dei nostri connazionali - un fervente tifoso degli azzurri e mi auguro sempre che facciano sfracelli contro le rappresentative estere. Solo che una volta, tanto tempo fa, quando in testa avevo molti più capelli, una scintillante dentatura e un grande avvenire dietro le spalle, sperare ad alta voce che la selezione italiana di calcio in ogni torneo internazionale a cui partecipava fosse destinata a grandi imprese (o comunque a vender cara la pelle), era cosa che non avrebbe suscitato l’ilarità di nessuno . Perché in quelle nazionali ( parliamo di un arco di tempo che va dai calzoni corti al Prostamol ) giocavano tizi che si chiamavano Riva, Rivera, Mazzola, Facchetti, Gentile, Cabrini, Rossi, Scirea, Maldini, Franco Baresi, Cannavaro, Nesta, Vialli, Mancini, Zola, Baggio, Totti … Continuo? No, meglio fermarsi qua. Invece i nomi che il dimissionario Ct Conte si è portato in Francia, con tutto il rispetto per questi ragazzi e la loro indiscutibile professionalità, neanche lontanamente possono paragonarsi a quelli che ho appena elencato. Motivo per cui preconizzare all’Italia calcistica un braccetto corto nel suo cammino a Francia 2016 è vaticinio sì cinico ma pure abbastanza facile, anche alla luce delle ultime due pessime prove fornite dalla squadra nei mondiali sudafricano e brasiliano. Non bastasse poi il tasso tecnico alquanto modesto della rosa scelta dal ct, quest’ultimo ci ha pure messo del suo scartando dall’elenco dei 23 selezionati Bonaventura e Jorginho, ossia due tra i pochi calciatori che potevano fornire un apporto consistente in termini di qualità di gioco. Per la serie “continuiamo così, facciamoci del male”. In ogni caso ,a parte epurazioni incomprensibili e discutibili promozioni, Conte ha tante altre colpe in questo stato di cose ed è inutile che si nasconda dietro la pochezza di ciò che oggi gli offre la piazza. Nel 2014, dopo molte titubanze, prese in mano, pregato quasi in ginocchio dal presidente Tavecchio, una squadra già anziana e logora, che aveva avuto il suo canto del cigno nella finale europea malamente persa contro la Spagna due anni prima e che ,dopo aver ballato quella sola estate, era stata letteralmente spernacchiata in Brasile dal Costa Rica (il Costa Rica…) e dall’Uruguay. Siccome non c’è niente di meglio, per ringiovanire una formazione e iniziare un nuovo ciclo, delle eliminatorie del campionato d’Europa e siccome nel girone che ci era toccato in sorte, dopo la sempre temibile Croazia, l’unica avversaria che poteva impensierirci-ossia la Bulgaria- valeva più o meno quanto il nostro Crotone, quale migliore occasione per lanciare i promettenti ventenni dell’ attuale Under, alcuni dei quali già da tempo nel mirino di prestigiosi club stranieri ? Invece Conte nel corso del suo biennio ha utilizzato, più o meno, lo stesso gruppo di giocatori adoperato dal predecessore, forse nella indimostrata e indimostrabile convinzione che i brocchi possano diventare cavalli di razza a seconda di chi li allena o forse ancora (ipotesi più plausibile) per rispetto al culto totemico del Modulo, un culto molto di moda negli ultimi anni tra alcuni allenatori e il cui dogma principale recita:” il Modulo è il tuo Dio, non ne avrai altri all’infuori di lui”. Come nelle Chiese protestanti, però, anche la religione del Modulo può essere declinata in versioni diverse: quella di Conte è il 3-5-2, in nome del quale (secondo gli adepti) Thiago Motta diventa un genio e Lionel Messi il gemello di Scarpantibus. L’aspetto più triste della faccenda è che per una volta la nazionale italiana di calcio sembra specchio fedele della nazione e della società che rappresenta. Non era mai successo in precedenza e anche per questo motivo la nazionale era diventata, per gli italiani, una sorta di camera di compensazione dei problemi del Paese. In pieno boom avevamo una delle selezioni più scadenti di tutti i tempi ma nel 1968 e nel 1970 ,mentre la Penisola era scossa dal terremoto della contestazione e delle proteste di piazza, per contrappasso l’Italia del calcio conquistava (per la prima e unica volta) la vetta d’Europa e allo stadio Atzeca di Città del Messico scriveva la Storia battendo 4 a 3 la Germania di Franz Beckembauer nella più famosa semifinale di un campionato del mondo. Nel 1982 l’Italia del terrorismo si riscattava a Madrid salendo sul tetto del mondo. Nel 1994, con un Paese stretto nella morsa di tangentopoli e mafia stragista, solo una traversa fermava Baggio e compagni dalla vittoria nel torneo americano. Infine l’Italia del 2006, profondamente divisa politicamente e con elezioni decise da poche migliaia di voti, riportava da Berlino il trofeo più ambito. Oggi sembra tutto diverso: crisi del Paese e crisi del suo sport più seguito camminano a braccetto. I milioni di disoccupati, le aziende che falliscono , i pensionati e ai lavoratori che non arrivano a fine mese, la corruzione dilagante, il degrado urbano e ambientale alle stelle: niente di tutto ciò potrà essere per un attimo dimenticato da un capitano coraggioso che alza una coppa al cielo. E’ pleonastico aggiungere, quale chiosa finale, che speriamo sempre – ovviamente - di sbagliarci e che, sebben che siamo scarsi, ci venga ancora una volta in aiuto la nostra vecchia, cara euforia da barricata, quello strano ricostituente che ingeriamo da secoli e che trasforma in leoni le pecore scappate a Caporetto , tenendo inchiodate sul Piave “soverchianti forze nemiche”. Se ci riusciremo, dalla barricata a Vittorio Veneto il passo potrà essere breve. E se rigori alla fine saranno , male che vada “ie famo er cucchiaio”.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Bello figo o brutto sbronzo?
visto da un cattolico

Bello Figo o brutto sbronzo?

Si è dimesso
renzi al colle da mattarella

Si è dimesso. Ora al voto!

"Amore Criminale: e i suoi frutti amari"

Commenti

Scrivi qua il tuo commento

Caratteri rimanenti: 1500


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU