ciò che pechino tace

Cina: cristiani arrestati, chiese distrutte

Il Governo nasconde gelosamente la realtà delle persecuzioni politiche nei confronti dei religiosi. Inutili i ripetuti appelli di papa Francesco

Redazione
Cina: cristiani arrestati, chiese distrutte

In occasione del giorno dedicato a S.Pietro e Paolo papa Francesco aveva ricordato “le atroci, disumane e inspiegabili persecuzioni dei cristiani, purtroppo ancora oggi presenti in tante parti del mondo, spesso sotto gli occhi e nel silenzio di tutti”. “Quante forze, lungo la storia, hanno cercato e cercano di annientare la Chiesa, sia dall’esterno si dall’interno”, avevadetto il Papa; “ma i credenti hanno amato i loro persecutori, hanno dimostrato che non esiste una forza in grado di sconfiggere chi possiede la forza della fede”. Le persecuzioni alle quali il pontefice si riferiva (senza dirlo) non sono solo quelle islamiche, ma anche quelle dei Paesi comunisti, Cina rossa in testa.

Già, perché in Cina esistono due chiese cattoliche, una lealista, fedele al Governo e da esso controllata, ed una ribelle, che non ama imposizioni dal mondo della politica e che per questo è clandestina e perseguitata. Entrambe hanno vescovi – non sempre riconosciuti da Roma – e tutt’e due si sconfessano a vicenda, generando grande confusione tra i fedeli, che spesso le frequentano indifferentemente. Il Vaticano, che guarda con simpatia alla seconda, cerca di non interferire più di tanto per non creare attriti controproducenti con un regime che non scherza e che non ha paura di nessuno.

Durante la rivoluzione di Mao, tra il 1966 ed il 1976, il Partito tentò di sradicare la religione in Cina ed i luoghi di culto vennero chiusi; nel caso dei cattolici, le chiese vennero saccheggiate ed incendiate e le statue di Gesù e della Madonna fatte a pezzi a martellate. Dal 1979 la cosiddetta politica della porta aperta di Deng Xiao-ping ha riconosciuto libertà di credo religioso, ma i fatti di sangue di Tien An Men hanno successivamente provocato una battuta d'arresto e misure restrittive a tutte le forme di libertà, religione compresa. Oggi la politica di Pechino nei confronti dei cristiani è altalenante, ma comunque sempre persecutoria verso chi non vuole pubblicamente sottomettersi al partito. Solo nel 2014, dal poco che riesce a filtrare oltre la "cortina di bambù", i casi di vessazioni nei confronti dei cristiani sono stati 572 e gli arresti di fedeli 17.884 (il 300% dell'anno prima), soprattutto nella regione dello Zhejiang, dove molte chiese sono state incendiate o demolite.

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