Torino, parla Chiara Appendino

La candidata M5S che fa tremare Fassino: a Torino tutti uniti per battere il Pd

"Agli elettori di Lega e centrodestra dico che al centro del mio programma ci sono periferie, sicurezza e disoccupazione. Parlerò a tutti, a chi non mi ha votato e a chi non è andato a votare"

Marco Dozio
Chiara Appendino: "Sicurezza e periferie le nostre priorità"

Foto ANSA

Il dominio incontrastato del Pd a Torino rischia di sgretolarsi. Fassino costretto al ballottaggio è di per sé una sconfitta, il segno di un’insofferenza diffusa, un cedimento strutturale appena mascherato dagli 11 punti di vantaggio sull’avversario diretto. Il volto del sindaco uscente, ex leader dei Ds convertito al renzismo, nel commento ai dati risultava ancor più mesto del solito. La candidata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino, manager di 32 anni, potrebbe essere l’artefice di una spallata storica e decisiva.

Chiara Appendino, cosa si sente di dire agli elettori della Lega e del centrodestra? Ha un messaggio particolare per loro?

Dico che ho messo al centro della mia campagna elettorale i temi delle periferie, della sicurezza e della disoccupazione. E su questo continuerò a lavorare per rimettere al centro una parte della città che in questi 5 anni non è stata ascoltata. Continueremo a raccontare il nostro programma. Io mi rivolgerò a tutti i cittadini torinesi, sia a chi non mi ha votato al primo turno sia a chi non è andato a votare. Speriamo di ottenere la loro fiducia per determinare un cambiamento vero in una città che da 15 anni non andava al ballottaggio. Torino ha bisogno di idee nuove e di una nuova forza propulsiva.

 

La sua strategia cambierà in vista del ballottaggio?

No, nel senso che punteremo sui temi che le ho citato e sui nostri valori di riferimento, ovvero partecipazione, democrazia, trasparenza. Ho scelto la mia Giunta in base alle competenze e non al manuale Cencelli. E così intendo proseguire. Nei prossimi giorni presenteremo tutti gli assessori chiedendo il voto sulla base dei programmi e delle persone. Chiediamo un voto per il cambiamento. La città è stata amministrata negli ultimi 20 anni dalle stesse persone.

 

Cosa le dice il fatto che Fassino abbia perso per strada 15 punti rispetto alla tornata precedente?

In questi anni è stata narrata solo una parte della città, quella su cui si sono concentrate attenzioni e investimenti. Esiste una città di serie B, è sotto gli occhi di tutti. E chi non si ritrova nella città di serie A si è allontanato dalle istituzioni. In alcune circoscrizioni come la 5 o 6, in generale nelle zone non centrali di Torino è emerso un voto di distacco e di disagio. L’amministrazione non ha avuto la capacità di ascoltare i bisogni dei cittadini. Mi sono candidata a novembre, ho affrontato una lunga campagna elettorale e fin da subito ho detto di sentirmi la portavoce di chi non è stato ascoltato da questa amministrazione. E continuo a pensare che sia così, a maggior ragione alla luce di questo risultato.

 

Nel risultato quanto c’è di malcontento per la gestione Fassino e quanto per le politiche del governo Renzi?

A Torino siamo diventati la prima forza politica, un risultato che deriva anche dal lavoro importante fatto sul territorio. Il fatto che Fassino abbia perso 95mila voti dal 2011 al 2016 denota che alcuni temi non sono stati affrontati e che questa città ha una voglia di cambiamento che emerge dal voto.

 

Se la sicurezza è una priorità, quali sono le vostre ricette?

La sicurezza è un tema molto sentito, le persone hanno bisogno di risposte anche in questo senso. C’è la necessità che le persone si sentano al sicuro, non solo in centro ma anche nelle altre zone della città. Garantiremo maggior presidio del territorio. Abbiamo in mente un piano di riorganizzazione della macchina comunale per far sì che ci siano più forze disponibili in campo: in particolare penso al vigile di quartiere che deve tornare a essere un punto di riferimento per i cittadini. Per citare un provvedimento le dico che ci siamo ispirati a Venezia, dove il Comune ha stanziato un fondo per rimborsare gli over 65 vittime di furti o scippi. I temi sono il presidio del territorio, la vicinanza delle istituzioni nei confronti dei cittadini che si sentono soli e gli investimenti sulle periferie che in questi anni sono state lasciate indietro.

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