"piove, governo ladro"!

Immigrato ucciso in Calabria, la Sinistra se la prende con (indovina chi?)... Salvini

Esplode la protesta dei migranti: pugni sul cofano dell'auto della polizia, cassonetti incendiati, slogan contro il ministro dell'Interno

Redazione
Immigrato ucciso in Calabria, la Sinistra se la prende con (indovina chi?)... Salvini

Foto ANSA

#colpadiSalvini. Con questo hashtag il ministro dell'Interno Matteo Salvini commenta in un tweet un articolo del Giornale sulla vicenda del bracciante maliano ucciso in Calabria, titolato Rivolta dei migranti contro Salvini: 'Razzista, tua pacchia è finita. Cosa c'entri Salvini con l'uccisione, probabilmente di mafia, di un sindacalista maliano non è dato di sapere. Ma oramai, qualunque cosa accada nel Paese, ciò diventa alibi della Sinistra per buttar la colpa sulla Lega. Lo facevano prima, quando erano al Governo, figuriamoci ora che sono all'opposizione. E così, sulla scorta di quel celebre detto che dice "Piove, governo ladro", ecco che i dem son pronti ad imbeccare gli immigrati perché, ogni volta, la colpa venga data al Ministero dell'Interno. Anzi, a questo punto, al Ministero dell'Inferno.


Già, perché è stato il giorno della rabbia e della protesta quello di lunedì 4 giugno a San Ferdinando, tra i migranti della vecchia tendopoli dove, nel periodo invernale, arrivano a vivere in condizioni disumane, anche 2-3.000 persone (eccola, la famosa accoglienza dem: prima fa venire tutta qua, poi li scarica in mezzo alla strada. Troppa fatica creare semmai a casa loro le condizioni per una vita migliore?). L'omicidio di Soumaila Sacko, il maliano 29enne sindacalista Usb ucciso sabato sera a colpi di fucile nella vicina San Calogero (Vibo Valentia) ha provocato la reazione del popolo che vive nella tendopoli. E così, dopo due cassonetti incendiati nella notte e rovesciati davanti all'ingresso per bloccare l'accesso alle auto, decine di connazionali della vittima sono usciti dalla baraccopoli presidiata dalle forze dell'ordine avviandosi verso il Comune di San Ferdinando scandendo slogan come "verità", "giustizia", "schiavi mai" e "Soumaila, uno di noi" e mostrando foto del giovane maliano ucciso.

"Siamo persone, non animali, ma ci uccidono come animali", hanno detto in coro alcuni manifestanti. All'inizio della marcia non sono mancati momenti di tensione, quando una pattuglia della polizia si è trovata nel mezzo del corteo, finendo colpita con pugni sul cofano. Poi la situazione è tornata relativamente tranquilla ed i manifestanti sono arrivati in Comune dove una delegazione è stata ricevuta dal sindaco Andrea Tripodi, e dal vicario della Questura di Reggio Calabria Gaetano Cravana. "Basta tendopoli, vogliamo delle case", è stata la richiesta ai rappresentanti delle Istituzioni, ai quali è stato sollecitato anche un incontro con il ministro del lavoro, con il Prefetto, i sindaci del territorio e la Regione per "avviare insieme un progetto di accoglienza".

Ed il prefetto Michele di Bari, accompagnato dal questore Raffaele Grassi e da ufficiali dei carabinieri e della Guardia di finanza, li ha incontrati. Oltre all'invito a evitare la violenza, di Bari ha voluto sottolineare che "a San Ferdinando e nella Piana non partiamo da zero" e che il prossimo obiettivo "è abbattere la baraccopoli perché è un non luogo e perché l'accoglienza deve andare di pari passo con il rispetto della legalità".

Non sono mancati, come dicevamo, gli attacchi al neo-ministro dell'Interno Matteo Salvini, criticato dal PD per non essere intervenuto sulla vicenda. "A Salvini vogliamo dire che la pacchia è finita per lui, perché per noi la pacchia non è mai esistita" ha detto Ababacur Sauomaoure, dell'esecutivo nazionale Usb, giunto dalla Puglia.

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