banchieri e potere

Banchieri e realtà, due poli che si oppongono

Portare a Milano l'Authority bancaria europea e altre agenzie dell'Ue che potrebbero lasciare Londra a seguito della Brexit, sembra la priorità rispetto ad un programma di investimenti a sostegno dell'economia italiana

Fabio Montoli
Banchieri e realtà, due poli che si oppongono

Foto da internet

Si chiama "derealizzazione", più semplicemente è il distacco dalla realtà.

No, non parliamo di ufologia, ma ci si avvicina molto. Nel senso che dire che l'Italia ha vinto la sfida dell'Expo, a cui non credeva nessuno, e affermare di aver dimostrato che, anche difronte a grandi avvenimenti di carattere mondiale, Milano e' in grado di gestirli molto bene come ha fatto Giuseppe Sala, è probabilmente, una visione della realtà oltremodo distorta e confusa.

Tutto nasce dalla proposta del Presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, intervenuto martedì, alla presentazione del Rapporto sulla città di Milano elaborato dalla Fondazione Ambrosianeum. In pratica, dice il banchiere, l'idea è di portare a Milano alcune Authority e agenzie dell'Ue che potrebbero lasciare Londra a seguito della Brexit.

"Un'iniziativa assolutamente importante - continua Guzzetti - anche perché, salvo la FAO a Roma, non mi pare che abbiamo in giro altre sedi di carattere internazionale". E già qui avremo da ridire. In Italia oltre alla FAO, ha sede l'EFSA, autorità europea per la sicurezza alimentare, e la non insignificante ETF, Autorità europea per la formazione. Forse, per qualche banchiere, queste non sono redditizie come l'EBA, l'Autority bancaria europea, oggi con sede a Londra, su questo concordiamo, ma, premesso che, le conseguenze della Brexit non le conosce nessuno perché i poteri forti europei non avevano certo messo in conto di dover avere un piano "B", sarebbe comunque un azzardo pensare che Berlino possa eventualmente concedere all'Italia una posizione di privilegio in un eventuale polo di controllo finanziario.

Anche fossero da riposizionare delle autorità europee che oggi sono in Inghilterra, crediamo che le candidature di Milano, piuttosto che Roma o Venezia, non dovrebbero chiamarsi forti dell'esperienza fallimentare di Giuseppe Sala all'Expo, o dell'Expo stesso che, ricordiamo, pur avendo avuto oltre i 20 milioni di visitatori, è stata una delle peggiori edizioni di sempre. Torniamo, dunque, al contatto con la dura e cruda realtà, evidenziamo i bisogni e le necessità primarie e maggiormente importanti per la crescita del Paese e per il benessere degli italiani, e lasciamo che questi Authority, se le contendano Germania e Francia, che di fatto, non sfamano i disoccupati e servono solo a pochi potenti eletti.

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