Genocidio yezida

“Io, torturata e stuprata dal Califfato”

Lei si chiama Nadia Murad, 21 anni, rapita dall’Isis e tenuta in schiavitù per tre mesi

Redazione
“Io, torturata e stuprata dal Califfato”

Quarantacinque giorni d’inferno, durante i quali è stata ceduta a diversi miliziani di al-Baghdadi, che l’hanno picchiata, torturata, stuprata in gruppo. Alla fine è riuscita a fuggire, trovando ricovero in un campo profughi in Kurdistan, prima di raggiungere la Germania, dove vive. Da allora ha girato il mondo per portare la sua testimonianza di schiava fuggiasca; ha incontrato 15 Capi di Stato, ma è rimasta delusa. “Ho parlato dinnanzi al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, dice, “ma è stato inutile, tutti promettono ma nessuno fa nulla per battere l’Isis ed interrompere il genocidio del mio popolo”.

Già, perchè lei ha il “torto” di essere yezida, di pregare cioè un Islam ritenuto “demoniaco” dagli integralisti (gli yezidi sono una minoranza irachena che prega il “sacro pavone”, ritenuto l’animale che, nel Paradiso terrestre, avrebbe dato la libertà ad Adamo ed Eva, secondo una versione quantomeno originale della Genesi ebraica. Per i fondamentalisti il pavone sarebbe stato in realtà il diavolo).

Murad, che una volta sperava di diventare un’insegnante di geografia o di aprire un salone di bellezza, si è rassegnata a non avere un futuro. “L’Isis ci ha trasformato in carne da stupro, per distruggerci”, dice. La sua famiglia è stata sterminata nel 2014, quando le truppe del Califfo hanno invaso il suo villaggio, deportando lei e migliaia di altre schiave sessuali. Oggi lei cerca di sensibilizzare anche il mondo islamico, affinchè apra gli occhi sul fondamentalismo, ma in pochi l’ascoltano. “Sono andata in Egitto e in Kuwait, mentre in Arabia Saudita per ben tre volte mi hanno rifiutata”.


Confida nell’aiuto di al-Sisi, quel premier egiziano che in Italia viene dipinto come un sanguinario dittatore, ma che invece l’ha accolta a braccia aperte. “È l’unico che mi dà un po’ di speranza, che mi ha detto che il suo primo obiettivo è sconfiggere il Califfato”.

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