Unione sovietica europea

Orbán: "No al ricatto Ue sui migranti"

Il primo ministro ungherese ritiene scandalosa la proposta della Commissione di "multare" gli Stati membri che rifiutano di accogliere i clandestini e intende sottoporla a un referendum

Alessio Colzani
Orbán: "Un oltraggio il ricatto europeo sui migranti"

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán. Foto ANSA

Il premier magiaro, nel corso di un confronto radiofonico sull'emittente Kossuth Radio, ha duramente criticato l'ultima trovata della troika di Bruxelles, che vorrebbe obbligare con delle penalizzazioni sui finanziamenti gli Stati riluttanti ad accogliere i clandestini. Orbán ha detto chiaramente che per quanto lo riguarda la priorità va agli ungheresi che sono in cerca di lavoro o vivono sotto la soglia di povertà, e che ritiene la proposta della Commissione europea un "calcio da cavallo", un "colpo basso come un pugno nell'intestino", un "oltraggio ai cittadini formulato in modo inaccettabile" - e ha ribadito che "non c'è mai stata una propaganda più forte contro l'idea stessa di Unione europea". Secondo lui, i leader della Commissione siedono a Bruxelles "in una torre d'avorio isolata dal mondo, non hanno contatti con la realtà, non sanno di cosa stanno parlando".

Per Viktor Orbán la proposta di assegnazione automatica dei migranti agli Stati membri da parte di Bruxelles è un "inganno della sinistra" perché i membri della Commissione avevano sempre negato che il piano avrebbe previsto un "reinsediamento forzato", ma ora la stessa Commissione ha invece confermato che sarà proprio così. "Cambiano le carte in tavola a partita iniziata: in qualche oscuro palazzo di un paese straniero, da qualche parte in una città chiamata Bruxelles, qualcuno vuole prendere in giro gli ungheresi negandoci il diritto a decidere chi vogliamo in casa nostra, pretendono di imporci di vivere insieme a persone che da noi non sono gradite"- ha detto il primo ministro, chiedendo a tutti i cittadini di opporsi con forza a questa colonizzazione forzata.

Orbán ha inoltre ribadito che la proposta della Commissione è di per sé un errore infinito, perché "il nostro problema non dev'essere la distribuzione dei profughi, ma invece come proteggere i confini. Abbiamo bisogno di rafforzare la protezione delle frontiere ma non controlliamo nessuno di coloro che entrano nei campi profughi, che per questo motivo dovrebbero essere realizzati al di fuori dei confini dell'UE", questa la sua proposta per il piano d'azione Schengen 2.0. Il primo ministro ha anche detto che gli ungheresi hanno mostrato una grandissima solidarietà verso i richiedenti asilo "ma non ho certo scelto di farmi comprare da Bruxelles che ci ha assegnato ben 175 mila profughi, con costi aggiuntivi per il sistema di polizia ungherese, costi operativi aggiuntivi e infine il costo per la costruzione della recinzione". "Noi ci comportiamo in modo compatibile con la tradizione, la storia e la cultura europea" - ha detto. "In tutta l'Europa centrale, Ungheria compresa, abbiamo il perfetto controllo della situazione: abbiamo governato gli eventi, cercando di impedire per ora la scomparsa del nostro patrimonio culturale a causa dell'invasione di persone che hanno una cultura non compatibile con la nostra".

Viktor Orbán ha spiegato in modo molto chiaro che ha intenzione di sottoporre a referendum popolare la questione dell'obbligatorietà del reinsediamento dei clandestini. Egli ha osservato che non avrebbe alcun problema ad assumersi da solo la responsabilità di respingere tale norma, ma le sue parole non valgono tanto quanto il voto di decine di milioni di cittadini. "Il popolo ungherese, unito, respingerà in massa l'ennesima follia partorita da Bruxelles" - ha ribadito. In merito alla dichiarazione dell'ex Segretario generale della NATO Javier Solana, il quale ha affermato che l'Ungheria andrebbe espulsa dall'Unione europea, il Presidente ha commentato: "Sappiamo che l'ex Segretario generale è un vecchio comunista".

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