Tasche vuote, giù i consumi

Buste paga, troppe tasse: alle aziende, i dipendenti costano due volte lo stipendio

Tra la retribuzione lorda e i contributi mensili, la Cgia ha calcolato che il cuneo fiscale arriva ad incidere fra il 40 e il 50 per cento sul costo del lavoro

Redazione
Buste paga, troppe tasse: alle aziende, i dipendenti costano due volte lo stipendio

Foto ANSA

Le tasse e i contributi previdenziali continuano ad alleggerire in maniera eccessiva i salari e gli stipendi, condizionando negativamente la capacità di spesa degli italiani. A certificarlo è la Cgia di Mestre che ha reso noto sabato i risultati dell'esame sulla composizione delle buste paga di due lavoratori dipendenti, entrambi occupati nel settore metalmeccanico dell'industria. Il primo caso riguarda un operaio con uno stipendio mensile netto di poco superiore ai 1.350 euro: al suo titolare costa, invece, un po' meno del doppio: 2.357 euro. Questo importo è dato dalla somma della retribuzione lorda (1.791 euro) e dal prelievo contributivo a carico dell'imprenditore (566 euro). Il cuneo fiscale (dato dalla differenza tra il costo per l'azienda e la retribuzione netta) risulta pari a 979 euro e incide sul costo del lavoro per il 41,5 per cento.

Il secondo caso, invece, si riferisce a un impiegato con una busta paga netta di poco superiore ai 1.700 euro. In questa ipotesi, il datore di lavoro deve farsi carico di un costo di oltre 3.200 euro; importo, quest'ultimo, quasi doppio rispetto allo stipendio erogato. Questa cifra è composta dalla retribuzione mensile lorda (2.483 euro) alla quale si devono aggiungere i contributi mensili versati dal titolare dell'azienda (729 euro). Il cuneo fiscale (dato dalla differenza tra il costo per l'azienda e la retribuzione netta) è quindi di 1.503 euro e incide sul costo del lavoro per il 46,8 per cento. Oltre a questo, la Cgia ricorda che quasi 1 milione di persone su 11,9 milioni che hanno beneficiato degli 80 euro nel 2015 è stato costretto a restituirli interamente.

L'associazione di artigiani e piccole imprese non manca di ricordare, anche in questo caso, che l'unico modo per far tornare la gente a spendere, e di conseguenza far ripartire i consumi interni che sono la componente più importante del Pil nazionale, è quello di rendere più pesanti le buste paga lasciando una cifra più elevata nelle tasche dei lavoratori che altrimenti, senza soldi, non possono fare altro che ridurre le spese facendo così diminuire i consumi. La Cgia ricorda infine che la metà dei 9 miliardi di euro annui che servono per coprire la spesa del bonus elettorale renziano da 80 euro è finita nelle tasche di dipendenti che vivono in famiglie con redditi medio-alti, mentre chi ha redditi bassi ne è rimasto escluso oppure è stato costretto a restituire la mancetta.

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