Espugnate le roccaforti rosse

Figuraccia della Fedeli, demolita dalla Lega. Sbrana: "PD spocchioso e arrogante"

Nel collegio uninominale di Pisa per il Senato il ministro dell'Istruzione rimedia una batosta. La vincitrice leghista: "Fedeli classica paracadutata senza legami col territorio, le passerelle degli ultimi giorni hanno contribuito a renderla ancor meno credibile"

Marco Dozio
Figuraccia della Fedeli, demolita dalla Lega. Sbrana: "PD spocchioso e arrogante"

Foto ANSA

Il ministro della laurea millantata, degli errori grammaticali a profusione, della “buona scuola” allo sbando, ovvero Valeria Fedeli, sconfitta dall’esponente leghista Rosellina Sbrana nel collegio uninominale del Senato a Pisa. Dove il PD l’ha paracaduta in queste elezioni, lei che è di Treviglio e che la volta scorsa fu eletta a Firenze. Sbrana, consigliere comunale nella Cascina guidata dal sindaco Susanna Ceccardi, ha vinto nonostante le farlocche previsioni di sondaggisti, analisti, giornaloni ed espertoni vari.

“La Toscana sta cambiando. L’elettore tende sempre di più a rifiutare i candidati calati dall’alto. La Fedeli è la classica paracadutata senza alcun legame col territorio, se si escludono le passerelle degli ultimi giorni che, se possibile, hanno contribuito a renderla ancor meno credibile”, spiega al Populista la vincitrice di una partita ad alto valore simbolico, che fa il paio con il trionfo di un altro leghista alla Camera, Edoardo Ziello, anch’egli amministratore a Cascina.

“La vittoria nell’ex roccaforte rossa è stata fondamentale, dopo due anni i cittadini hanno dimostrato di apprezzare il nostro modo di amministrare, dalla precedenza agli italiani nell’assegnazione delle case popolari alla riduzione degli sprechi. Ma è in generale il messaggio di Matteo Salvini ‘prima gli italiani’ che ha fatto breccia, si tratta solo di buonsenso”. Il dominio dell’ex Partito comunista ora PD in quei territori è sempre più precario, minato dal malgoverno di Renzi e soci ma non solo.

C’è anche un fattore per certi versi pre politico: la presunta superiorità morale della sinistra che si traduce nel disprezzo degli avversari, anche dal punto di vista personale, e delle proposte altrui. “La spocchia del PD è stata punita dagli elettori. Hanno paracadutato qui la Fedeli convinti che questo territorio fosse di loro proprietà, un collegio che loro appunto reputavano blindato. Il PD ha la simpatica attitudine di trattare gli altri con sufficienza. All’epoca delle comunali a Cascina, il sindaco uscente apostrofò Susanna Ceccardi in modo sprezzante definendola una ragazzetta, con il sottointeso che sarebbe comunque riuscito a vincere. Ma le cose non funzionano così, non più almeno. Questa arroganza viene percepita dalle persone”.

L’exploit della Lega è di proporzioni storiche. A Pisa e dintorni fino a 5 anni fa il movimento leghista boccheggiava con percentuali da prefisso telefonico. Ora è al 20%, forza trainante di una coalizione arrivata a superare il 32%. “All’inizio le persone ci guardavano con diffidenza per non dire ostilità, del resto viviamo in un territorio che premiava il Pci con percentuali bulgare. Ora le cose sono cambiate e un partito osteggiato da tutti come la Lega riesce a sconfiggere le clientele e il sistema di potere afferente alla sinistra, incluse le coop che lucrano sull’immigrazione, che qui ha radici profonde. La prossima tappa è vincere alle comunali di Pisa, città ridotta dal PD in condizioni pessime, tra insicurezza e immigrazione fuori controllo. Il voto alla Lega è anche un voto per la certezza della pena: chi sbaglia deve pagare. La malagiustizia che libera i criminali vanifica gli sforzi delle forze dell’ordine. E i cittadini non ne possono più: questa volta l’hanno dimostrato chiaramente”.

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