TENSIONE TRA GERMANIA E IRAN

Iran: Gabriel invita a "riconoscere Israele", ma Zarif non lo riceve

Prima di imbarcarsi alla volta di Teheran, il ministro tedesco ha sostenuto che l'Iran può avere relazioni amichevoli con la Germania a condizione che "riconosca il diritto ad esistere di Israele"

Fabio Cantarella
Iran: Gabriel invita a "riconoscere Israele", ma Zarif non lo riceve

Il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ed il presidente del parlamento Ali Larijani hanno annullato il proprio colloquio con il vice-cancelliere tedesco Sigmar Gabriel in visita ufficiale in Iran. Secondo l'agenzia Irna, i due alti esponenti iraniani che avevano in programma il colloquio con Gabriel, che è altresì responsabile del dicastero dell'economia, hanno improvvisamente annullato gli incontri, senza indicare la ragione per questa decisione che però non giova all'immagine del vice della Merkel.


Gabriel si è recato per due volte negli ultimi mesi in Iran per dare seguito ad una serie di accordi economici,
guidando importanti delegazioni; la Germania è oggi il principale partner commerciale dell'Iran nell'Unione Europea, seguito dall'Italia. Poco prima di imbarcarsi alla volta di Teheran, il ministro tedesco aveva però sostenuto che l'Iran può avere relazioni normali ed amichevoli con la Germania a condizione che "riconosca il diritto ad esistere di Israele". A stretto giro di posta gli aveva risposto il ministro degli esteri Zarif ricordando che "nessuno può porre condizioni all'Iran che e' una nazione indipendente". L'Iran non riconosce l'esistenza dello Stato di Israele e sostiene che uno Stato in Palestina, qualsiasi nome esso abbia, verrà riconosciuto solo se vi saranno elezioni aperte a tutti (musulmani, ebrei, cristiani) e potranno tornare a vivere nelle loro case, i profughi palestinesi cacciati dalle loro terre.

È ancora presto per capire se la dichiarazione di Gabriel e la successiva reazione iraniana avrà ricadute sulle fiorenti relazioni economiche tra i due Paesi. Dopo l'intesa sul nucleare del 2015 si è aperto un fiorente mercato in Iran a cui le aziende occidentali, in primis quelle italiane, guardano con grande interesse.

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