Stop alla vendita

Caprotti, aperto il testamento: lascia il controllo di Esselunga a moglie e figlia

"Faremo di tutto per salvaguardare il gruppo" è stato l'unico commento di Giuseppe Caprotti, figlio dell'imprenditore scomparso venerdì scorso

Redazione
Caprotti, aperto il testamento: lascia il controllo di Esselunga a moglie e figlia

Bernardo Caprotti con la moglie Giuliana e la figlia Marina. Foto ANSA

Bernardo Caprotti mette il destino di Esselunga nelle mani della moglie Giuliana e della figlia Marina: questa era la sua volontà, messa nero su bianco. Intanto la holding Supermarkets Italiani dice stop alla vendita. Alle 18 di mercoledì 5 ottobre, nello studio del notaio Carlo Marchetti è stato aperto il testamento. La "legittima" riserva il 25% dell'asse ereditario alla moglie Giuliana Albera e il 50% ai figli di primo letto Giuseppe, Violetta e a Marina (il 16,66% a testa). Il restante 25% di cui poteva disporre lo ha diviso tra Giuliana e Marina, cosicché le due donne avranno il 66,7% del capitale.

Nella stessa giornata si è riunito il cda di Supermarkets Italiani, la holding che controlla Esselunga, che ha deciso "di non dar corso, allo stato, ad operazioni relative alla controllata Esselunga", un impero da 7,3 miliardi di euro di fatturato e 290 milioni di utile con un valore nell'ordine dei 6 miliardi per il quale erano arrivate proposte d'acquisto dai fondi Blackstone e Cvc, al vaglio dell'advisor Citigroup. La holding inoltre ha cooptato e nominato presidente Piergaetano Marchetti al posto del fondatore, una figura di garanzia come già il presidente della controllata Esselunga, Vincenzo Mariconda.

"Faremo di tutto per salvaguardare il gruppo" Esselunga è stato l'unico commento di Giuseppe Caprotti, figlio dell'imprenditore brianzolo scomparso venerdì scorso. A lui, come alla sorella Violetta oltre alla partecipazione di minoranza in Supermarkets Italiani va il 22,5% a testa della Villata, la società che possiede parte del patrimonio immobiliare di Esselunga. Il restante 50% va alla moglie e alla terza figlia. Nel testamento Caprotti non ha dimenticato la fidata segretaria Germana Chiodi, alla quale negli anni passati aveva già fatto una donazione milionaria: le ha lasciato la metà dei suoi risparmi mentre l'altra metà andrà ai nipoti, i tre figli di Giuseppe e ad Andrea e Fabrizio, figli di Claudio, fratello del fondatore di Esselunga, suo socio agli inizi dell'avventura imprenditoriale nei supermercati.

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