Palati raffinati

Novara, i clandestini in rivolta: "Sempre lo stesso cibo e anche carne di maiale"

Traffico bloccato nei pressi di una struttura nella quale vengono sfamati 200 immigrati, che però non gradiscono il menu. La Lega: "Liberi di andarsene"

Redazione
Novara, i clandestini in rivolta: "Ci danno sempre lo stesso cibo e anche carne di maiale"

Clandestini che protestano. Foto ANSA

Un gruppo di clandestini ospitati a Novara ha messo in atto una protesta nella serata di mercoledì 5 settembre, bloccando il traffico in Via Camoletti nei pressi dei locali dell'ex Lampara, presso i quali è stato allestito un centro nel quale ogni giorno vengono sfamati 200 immigrati. Nonostante vengano loro offerti colazione, pranzo e cena, per la seconda volta in due mesi è scoppiata una violenta rivolta. Gli ospiti si lamentano del cibo, protestano perché il menu della cena sarebbe lo stesso del pranzo e accusano la presenza di carne di maiale nei piatti, smentiti però dagli operatori che lavorano nel centro. Tra di loro c'è anche una cuoca con il velo, che garantisce l'assenza di pietanze non consentite dalla religione islamica.

La protesta ha causato l'intervento delle forze dell'ordine, con momenti di tensione tra gli agenti e i manifestanti. Da Viale Giulio Cesare, il traffico non riusciva più a fluire con la conseguenza di macchine ferme e code proprio all'ora del rientro a casa dal lavoro. Non è la prima volta che le centinaia di clandestini arrivati a Novara causano problemi, evidenziando le notevoli difficoltà di una convivenza forzata. Dopo l'intervento di poliziotti, carabinieri e polizia locale la protesta è rientrata nell'arco di mezz'ora, ma quasi nessuno ha cenato nel centro. Ad agosto, un gruppo di richiedenti asilo aveva già protestato davanti al self service "Le Grandi Volte" e anche il quel caso, alla base di tutto c'era un problema legato ai pasti.

Matteo Marnati, capogruppo della Lega in consiglio comunale, ha sostenuto che "da che mondo è mondo, un ospite rispetta le regole dell'ospitante. I novaresi non sono i camerieri di nessuno, soprattutto quando a pagare il conto sono loro. Non è nostra intenzione trattenerli. I clandestini, che non dovrebbero nemmeno stare sul territorio novarese, sono liberi di andare altrove. Non ne sentiremo la mancanza. Rimaniamo in attesa che il peggior Ministro degli interni dal dopoguerra ad oggi si decida a bloccare gli sbarchi e a creare centri di identificazione direttamente in Africa. Vanno accolti solo i veri profughi che scappano dalla guerra".

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