La coerenza del comico di sinistra

Benigni e la Costituzione: il voltafaccia più bello del mondo

Il classico artista di scuderia. All’indicazione del partito non si dice mai di no, a costo di cadere in contraddizioni paradossali. Sul ruolo di difensore della Carta, il "giullare" ha costruito un pezzo di carriera e guadagnato milioni di euro di soldi pubblici

Marco Dozio
Benigni e la Costituzione: il voltafaccia più bello del mondo

Foto ANSA

Con solide argomentazioni che rimandano allo spauracchio Brexit e a un improvviso crollo dell’umore nazionale, Roberto Benigni ha confermato che voterà Sì al referendum in un’intervista alle Iene: “Se vince il No morale a terra, sarà peggio della Brexit”. Posto che il comico pare poco informato sulla situazione britannica post voto, ovvero consumi interni e investimenti esteri in rialzo per non parlare del Pil, la dichiarazione pro Renzi non deve sorprendere. Benigni è il classico artista di scuderia e come tale si comporta. All’indicazione del partito non si dice mai di no. A costo di cadere in contraddizioni paradossali, come acconsentire allo stravolgimento della costituzione “più bella del mondo” di cui è stato il massimo cantore. Foraggiato con montagne di soldi pubblici.

Sul ruolo di difensore della Carta, Benigni ha costruito un pezzo di carriera e guadagnato milioni di euro. C'era da preservare la costituzione dall’assalto dei barbari di centrodestra, dunque occorreva celebrarne da ogni pulpito intoccabilità ed effetti salvifici. Dopo aver firmato nel 2001 un appello di intellettuali assortiti sulla necessità di mobilitarsi di fronte a una “emergenza morale che mette in pericolo la costituzione”, dopo aver ribadito nel 2010 che c’è “questa costituzione che rovina Berlusconi”, ecco che nel 2012 incassa dalla Rai un milione e 800mila euro per uno spettacolo di 90 minuti intitolato “La più bella del mondo”.

Nelle settimane precedenti presenta lo show con queste parole: “Volevo annunciare con gioia, con il cuore che mi batte, la serata sulla Costituzione della Repubblica italiana. Un libro straordinario. Finora mi sono occupato di Dante e della sua opera che illustra il cielo di Dio, con la Costituzione torniamo nel cielo degli uomini, a uno dei punti più alti raggiunti dagli uomini. Gli autori della Costituzione ci hanno illuminato la strada della felicità con regole semplici semplici. La Costituzione è un'opera ancora viva, come la cupola del Brunelleschi. L’ho riletta ed è straordinaria. La più bella del mondo”.

Ed è solo l’antipasto. Durante lo spettacolo definisce la Carta “Una delle cose più straordinarie del mondo”, ringraziando il costituzionalista Zagrebelsky, ora schierato per il No. Cita Calamandrei, De Gasperi, Dossetti, La Pira, Benedetto Croce. Afferma che i politici del tempo “hanno scritto una cosa immensa, grandiosa, che ci salva”. “Ci hanno fatto volare, un regalo”. E ancora: “Sono le regole tra le più grandi del mondo”. Insomma i padri costituenti “Ci hanno illuminato, sono stati profetici”. Nemmeno la mamma è più importante della costituzione: “Lì dentro c’è la strada per risolvere tutti i nostri problemi. È la nostra mamma, ci protegge da qualsiasi cosa”. “Dico una cosa che potrebbe dire solo un papa o un buffone. Domani mattina, quando vi svegliate, dite ai vostri figli di andare a testa alta, di essere orgogliosi di appartenere a un popolo che ha scritto queste cose tra i primi nel mondo, e dite loro di avere fiducia e speranza”. Quest’anno lo show è stato riproposto, con la Rai che ha scucito altri 200mila euro per mandarla in replica con l’aggiunta di un cappello di 6 minuti, tramutato in uno spot per il pasticcio renziano: 6 minuti pagati 200mila euro, 33mila euro al minuto per un flop in termini di ascolti. Poche settimane prima pareva, incredibilmente, fosse tendente al No. Poi, sostengono i malfidenti, bastarono solo 6 minuti per rimetterlo sulla retta via.

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