e ora come li sfamiamo?

Cancellati i Decreti sicurezza: avanti, c'è posto!

Mentre il Governo pensa a nuove tasse per i contribuenti, nella notte vengono cancellati i decreti di Salvini sull'immigrazione. I compagni si riempion la bocca con l'accoglienza, ma la bocca ai migranti, senza soldi in cassa, come la si riempie?

Redazione
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Foto generica

Accoglienza, accoglienza. Ma se i soldi per mantenere tutti questi poveri che si stanno per riversare sull'Italia non ci sono, come si fa? Semplice, il Governo pensa a nuove tasse. Ma spreme un limone già spremuto, messo in ginocchio dalla crisi post-covid per di più. Non è questione di essere accoglienti o meno. Ha ragione il papa quando dice che ognuno ha diritto ad emigrare (e magari se parte dell'oro e del lusso delle stanze vaticane venisse usato per i poveri che arrivano da fuori, si ritornerebbe all'autentico messaggio di Cristo), ma non è pensabile fare come i buonisti, che accolgono tutti e poi li mollano in mezzo alla strada. Perché non nascondiamoci dietro un dito: i tempi per i ricongiungimenti all'estero sono biblici. Ma tant'è.

Tredici mesi dopo la 'stretta' voluta dall'ex ministro leghista Matteo Salvini sugli sbarchi e gli arrivi di immigrati in Italia, arriva il nuovo decreto sicurezza approvato ieri sera dal consiglio dei ministri. Il nuovo decreto reintroduce il principio di accoglienza diffusa della immigrazione nel nostro Paese con una estensione della protezione speciale (sostanzialmente ridotta a pochissimi casi nei precedenti decreti Salvini). Prevede, infatti, il divieto di espulsione e respingimento delle persone che rischiano la tortura o trattamenti disumani nei Paesi di origine. L'ombrello della protezione umanitaria si riallarga dopo le restrizioni introdotte dall'ex ministro Salvini nel primo governo Conte. Le altre novità riguardano le modifiche sulle responsabilità delle ong che soccorrono immigrati nel mediterraneo. Nel nuovo decreto, cui hanno lavorato i tecnici del ministero dell'Interno della ministra Luciana Lamorgese, non prevede più sanzioni penali e il sequestro della nave per le organizzazioni umanitarie che operano (non certo gratis) nel Mediterraneo.

Il comandante e gli equipaggi, per evitare sanzioni, dovranno però comunicare alle autorità italiane e alle autorità del paese di cui la nave porta la bandiera ogni intervento di salvataggio in mare. Il decreto riforma il "sistema di accoglienza e integrazione". Non è un ritorno vero e proprio al modello Sprar, basato sul coinvolgimento dei Comuni. Le attività di prima assistenza continueranno ad essere svolte dai centri governativi ordinari e straordinari. Il sistema si articolerà successivamente in due livelli di prestazioni: il primo dedicato ai richiedenti protezione internazionale, il secondo a coloro che ne sono già titolari, con servizi aggiuntivi finalizzati all'integrazione.

Novità anche sul fronte della sicurezza nelle città con un nuova tipologia di raspo urbano per tenere lontano dai locali e dai luoghi di intrattenimento degli spacciatori e dei violenti. Inasprimento delle pene fino a sei anni per responsabili di risse violente e nuove norme per oscurare i siti illegali nel dark web. tra le norme introdotte anche quella che prevede diventa reato dare un telefono cellulare a un detenuti e un inasprimento delle pene per chi favorisce i detenuti sottoposti al regime di 41 bis. Una norma proposta dal ministero della Giustizia Alfonso Bonafede. 


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