Operazione della Polizia

21 immigrati arrestati in Lombardia: trasferivano clandestini a pagamento

Il gruppo criminale, composto da 16 siriani, 2 tunisini, un algerino, un libanese ed un egiziano, ha fatto attraversare in auto le frontiere a centinaia di siriani

Redazione
21 immigrati arrestati in Lombardia: facevano entrare illegalmente i clandestini

Foto ANSA

Nelle prime ore di martedì 6 settembre, nelle province di Como e Milano, nonché in Belgio, Svezia e Francia, gli investigatori della Polizia di Stato - Servizio Centrale Operativo (Sco) e Squadra mobile di Como - e delle polizie dei Paesi coinvolti hanno eseguito ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di 21 persone ritenute responsabili del reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, aggravato dal carattere transnazionale delle condotte criminose.

Alcuni degli indagati sono, da tempo, irreperibili sul territorio nazionale. Sono stati emessi, pertanto, mandati di arresto europeo nei confronti di coloro che si ritiene si siano trasferiti in altri Paesi. Il gruppo criminale, composto da 16 siriani, 2 tunisini, un algerino, un libanese ed un egiziano, ha organizzato, traendone ingenti profitti economici, il trasferimento, dall'Ungheria soprattutto verso l'Austria e la Germania, di centinaia di immigrati, perlopiù di nazionalità siriana.

"Le indagini - ha spiegato in una nota la Questura di Como - sono iniziate nell'ottobre 2015 e hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari a carico del gruppo". L'inchiesta ha permesso di ricostruire le attività e le dinamiche criminali del menzionato network malavitoso che, approfittando dell'imponente flusso migratorio registratosi lo scorso anno sulla cosiddetta rotta balcanica, ha realizzato un complesso meccanismo per il trasporto degli stranieri con vetture private.

"Gli indagati - prosegue la Polizia - hanno impiegato circa 300 veicoli intestati a diverse società di comodo, avvalendosi di una vasta rete di passeur, di varie nazionalità (anche italiana), un centinaio dei quali già identificati e, in parte, arrestati in flagranza di reato, anche nell'ambito delle connesse attività condotte dalle Autorità tedesche e austriache". La Procura ha comunicato che "non sono emersi collegamenti con la presenza di extracomunitari presso la Stazione ferroviaria di Como San Giovanni".

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