Operazione "ScriptaManent"

Arrestati per terrorismo 7 anarchici del FAI: quasi 50 azioni in 13 anni di attività

Almeno due dei molti attentati contestati ai 15 coinvolti nell'inchiesta avevano "il preciso obiettivo di uccidere" forze dell'ordine, soccorritori e cittadini

Redazione
Arrestati per terrorismo 7 anarchici: quasi 50 azioni in 13 anni di attività

Un momento dell'operazione antiterrorismo. Foto ANSA

La Polizia di Stato ha dato corso nella mattinata di martedì 6 settembre a un'operazione che ha permesso di arrestare sette anarchici e indagarne altri otto nell'ambito dell'operazione denominata "ScriptaManent" nei confronti della Federazione anarchica informale (Fai). Nell'ambito della vasta operazione, i poliziotti, con l'ausilio di unità cinofile antiesplosivo, hanno sottoposto a perquisizione oltre 30 anarchici e 29 abitazioni dislocate in Piemonte, Liguria, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Sardegna, Abruzzo, Campania e Umbria.

L'operazione contesta agli arrestati il reato di associazione con finalità di terrorismo e attribuisce agli stessi l'esplosione di numerosi ordigni tra i quali uno presso il quartiere Crocetta di Torino del 5 marzo 2007 e due presso la Caserma allievi Carabinieri di Fossano del 2 giugno 2006: gli ordigni in entrambi i casi erano programmati per esplodere a breve distanza l'uno dall'altro, per arrecare danno all'incolumità delle forze dell'ordine intervenute sul posto. L'operazione della Digos trae origine dal procedimento penale instaurato presso la Procura di Torino a seguito del ferimento di Roberto Adinolfi, ad dell'Ansaldo Nucleare, per mano di appartenenti al cosiddetto "Nucleo Olga", espressione del cartello eversivo Fai. L'indagine, attraverso l'analisi di un'enorme quantità di documentazione ideologica, ha permesso di ricostruire la struttura associativa e l'evoluzione internazionale della Fai.

La complessa ricostruzione indiziaria e probatori ha consentito di raccogliere idonei elementi indiziari e di prova nei confronti dei quindici soggetti coinvolti a vario titolo nell'indagine. In particolare, vengono contestati loro le seguenti azioni terroristiche:
- Attentato del 24 ottobre 2005 effettuato mediante un ordigno esplosivo ad alto potenziale (contenente dinamite e dadi metallici), dotato di sistema di attivazione temporizzato, posizionato presso il Parco Ducale di Parma e poi rivendicato dalla compagine denominata "Cooperativa Artigiana Fuoco e Affini (occasionalmente spettacolare)/Fai";
- Attentato del 2 novembre 2005 effettuato mediante invio di un ordigno esplosivo/incendiario al Sindaco pro-tempore di Bologna, Sergio Cofferati, poi rivendicato dalla compagine denominata "Fai/Coop Artigiana Fuoco e Affini (occasionalmente spettacolare)";
- Attentato effettuato mediante l'invio di plichi esplosivi, recapitati ad inizio luglio 2006, presso la sede torinese della ditta "Coema Edilità", al Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino e al direttore del quotidiano Torino Cronaca, Giuseppe Fossati, poi rivendicati dalla compagine denominata "RAT (Rivolta anonima e Tremenda)/ Fai";
- Attentato del 24 maggio 2005 effettuato mediante invio di ordigni esplosivo/incendiari al Presidente dell'ente gestore del Centro di Permanenza Temporanea di Modena (Daniele Giovanardi), al Questore pro-tempore di Lecce (Giorgio Manari) ed al Comando della Polizia Municipale di Torino sito in via Saluzzo 26, rivendicati dalla "cellula" denominata "Narodnaja Volja - Fai";
- Attentato del 7 maggio 2012, commesso, a Genova, con l'utilizzo di un'arma da sparo ai danni dell'ing. Adinolfi Roberto, amministratore delegato della Ansaldo Nucleare, rivendicati dalla "cellula" denominata "Nucleo Olga/Fai-FRI";
- Attentato del 2 giugno 2006 effettuato mediante due ordigni esplosivi ad alto potenziale dotati di sistemi di attivazione temporizzati posizionati nei pressi della Scuola Allievi Carabinieri di Fossano (CN) e poi rivendicati dalla compagine denominata "RAT (Rivolta anonima e Tremenda)/Fai";
- Attentato del 5 marzo 2007 effettuato mediante tre ordigni esplosivi ad alto potenziale dotati di sistemi di attivazione temporizzati collocati presso la zona pedonale del quartiere "Crocetta" di Torino e poi rivendicati dalla compagine denominata "RAT (Rivolta anonima e Tremenda)/ Fai".

In merito all'attentato del 2 giugno 2006 alla Scuola Allievi Carabinieri di Fossano (Cuneo) e a quello del 5 marzo 2007 nella zona pedonale del quartiere Crocetta di Torino, gli investigatori hanno sottolineato che avevano "il preciso obiettivo di uccidere" le forze dell'ordine, il personale sanitario, i vigili del fuoco e i cittadini eventualmente intervenuti sul posto. Tra i sette anarchici raggiunti da una ordinanza di misura cautelare in carcere ci sono anche Alfredo Cospito e Nicola Gai, già condannati in appello per l'attentato all'ingegnere Roberto Adinolfi. Nei loro confronti, sostengono gli investigatori, è stato riscontrato il "grave pericolo di inquinamento probatorio".

Sottoposti alla misura cautelare detentiva in carcere anche Anna Beniamino, 46 anni, Marco Bisesti, 33 anni, Alessandro Mercogliano, 43 anni, Danilo Emiliano Cremonese, 40 anni, e Valentina Spaziale, 39 anni. Nei loro confronti, sostengono gli investigatori della polizia, è stata ravvisata "l'esistenza di gravi indizi di colpevolezza in ordine al pericolo concreto e attuale della perpetrazione di gravi reati analoghi" a quelli contestati. Anche due anarchici genovesi sono stati perquisiti, pur non essendo indagati, nell'ambito dell'operazione. Si tratta di un uomo e una donna, di circa 35 anni, residenti nel centro storico cittadino e già noti alle forze dell'ordine per la loro appartenenza all'area anarco-insurrezionalista. Nel corso delle perquisizioni nei due appartamenti dove vivono è stato sequestrato del materiale ora al vaglio degli inquirenti.

L'operazione, portata a termine dalle Digos delle Questure di Pescara Viterbo, Roma e Torino, coordinate dal Servizio Centrale Antiterrorismo della Polizia di Stato, ha toccato anche l'Abruzzo, e in particolare la provincia di Pescara: tra gli anarchici della Federazione Anarchica Italiana (Fai) arrestati perché accusati di associazione di stampo sovversivo, finalizzata al terrorismo, due sono abruzzesi e vivono a Montesilvano (Pescara) dove sono stati arrestati dagli agenti della Digos della Questura di Pescara, coordinati dal vicequestore aggiunto Leila Di Giulio. Contestualmente all'esecuzione delle ordinanze, sono state eseguite perquisizioni domiciliari a carico degli indagati. L'indagine, durata anni, è partita dopo i primi atti eversivi attribuiti alla cellula eversiva che aveva collegamenti con altri gruppi anarco-insurrezionalisti del vecchio continente.

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