Grillini eurocritici a giorni alterni

Euro no, sì, forse. L'eterno balletto a 5 Stelle sulla moneta unica

La posizione del Movimento 5 Stelle su Ue ed euro oscilla a seconda delle convenienze elettorali. Ora Grillo torna a ruggire contro l’Europa nel tentativo di spostare l’attenzione dai pasticci romani

Marco Dozio
Euro no, sì, forse. L'eterno balletto a 5 Stelle sulla moneta unica

Foto ANSA

Euro sì, euro no, euro forse. La posizione del Movimento 5 Stelle su Ue e moneta unica oscilla a seconda delle convenienze elettorali. Oppure degli oroscopi, chissà. I grillini un giorno sono eurocritici, l’altro tiepidi democristiani. Un giorno stringono alleanze con lo Ukip di Farage e un altro spiegano blandamente che l’Europa si “deve cambiare dall’interno”, come un Sandro Gozi qualsiasi. Un giorno raccolgono firme per un ipotetico referendum sull’euro, salvo poi augurarsi che al referendum britannico prevalesse il “remain”.

Ora anche nel tentativo di spostare l’attenzione dai pasticci romani, Beppe Grillo torna a ruggire contro l’Europa. L’articolo sul blog è intitolato “L’Euro è il problema dell’Europa”. “I vari capi di Stato (in particolare il nostro Premier non eletto) devono smetterla di difendere religiosamente la moneta unica. Bisogna sedersi a un tavolo e decidere se risolvere il problema con una vera integrazione, dove la Germania sarà più solidale, o con un ritorno concordato alle monete nazionali, prima che questo avvenga in modo disordinato o, peggio, si arrivi ad un'Europa di governi estremisti”.

Dunque i 5 Stelle si dicono pronti a discutere un’uscita concordata dalla moneta unica, accodandosi alle posizioni della Lega. Il Movimento 5 Stelle - scrive l'europarlamentare Marco Valli- non vuole il caos in Europa: quando sarà legittimamente al Governo si batterà per cercare di salvare l'unità europea, portando sul tavolo l'enorme problema della moneta unica e il suo possibile smantellamento. Rimaniamo convinti, assieme a grandi economisti e numerosi premi Nobel, che l'Euro ed i vincoli ad esso collegati stiano distruggendo le economie periferiche, aizzando la crisi sociale e bloccando la ripresa economica. Il tempo del cambiamento non può attendere altri 20 anni. Il senso di responsabilità politica verso gli italiani – qualora decidessero di recedere dall'Eurozona - ci ha portato ad essere pronti nel gestire eventuali scenari di rottura della moneta comune".

Più eurocritici che mai, insomma: "Il Fondo Monetario Internazionale – si legge sul blog di Grillo - si sveglia dal torpore. Dopo aver fatto danni incommensurabili all'interno dell'assetto istituzionale chiamato Troika, scopre che lo strumento della moneta unica è il principale sintomo del malessere europeo. In particolare, chiamando le cose con il loro nome e cognome, l'FMI pubblica uno studio ufficiale, l'External Sector Report per il 2016. Un documento che mette le cose in chiaro: la Germania ha una moneta sottovalutata per la sua economia (per almeno il 15%) che sta distruggendo l'equilibrio dell'Europa”. Posizione dura, oggi. Domani è un altro e allora chissà, il mellifluo Di Maio e i suoi seguaci potrebbero nuovamente riposizionarsi con il loro ambiguo balletto sull’Europa.

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