una pernacchia dal Califfato

La nuova lotta di Alfano al terrorismo: lanciare un appello ai musulmani

Il ministro si appella al buon cuore degli islamici presenti in Italia e li invita a enunciare gli assassini. Ma promette anche controlli della finanza sui soldi provenienti dai Paesi arabi

Alfredo Lissoni
La nuova lotta di Alfano al terrorismo: lanciare un appello ai musulmani

Alleluja alleluja, Alfano s'è svegliato. Suonate le campane! Il ministro dell'Interno ha annunciato "controlli più stretti cui capitali islamici". Dopo decine di attentati sparsi da un capo all'altro del pianeta, ha finalmente capito che c'è un giro sotterraneo di denaro per finanziare i terroristi. Alla buon'ora. La Lega lo diceva da anni, ma tant'è. E allora, anche attraverso una nuova unità della Guardia di Finanza che indaghi sui flussi di finanziamento alle realtà islamiche, il ministro promette al Messaggero "la prosecuzione del monitoraggio capillare dei foreign fighter italiani, uno per uno". Sperando che non si comincino a fare distinzioni tra depressi e "profughi cristiani laureati in ingegneria", la caccia ai jihadisti dovrebbe avere nuovi input. Speriamo, ma ne dubitiamo, visto quanto ha dichiarato in seguito Angelino.


Perchè secondo il ministro, che fa sapere che l'allerta  rimane "al secondo livello, quello che precede l'attacco terroristico", la lotta ai terroristi dovrebbe avvenire anche grazie all'appello rivolto "non solo alle comunità ma ai singoli fedeli islamici". "Denunciate i jihadisti, perchè questo è a salvaguardia della vostra libertà di preghiera che lo Stato riconosce". Sì, buonasera. Così, nella migliore delle ipotesi chi denuncia rischia la pelle. S'è pensato ad un programma di protezione testimoni, stile quello dell'FBI negli USA contro il crimine organizzato? Alfano non ne parla e dunque viene da pensare che la risposta sua negativa. Sorvolando poi su chi, in cuor suo, plaude ai jihadisti considerandoli martiri ed eroi (e non sono solo diversi musulmani a vederla così, m anche tanti radical-chic dem).

Riguardo ai controlli sui finanziamenti da paesi islamici a moschee-garage, il titolare dell'Interno spiega: "Noi facciamo parte di piattaforme internazionali condivise anche con gli Stati Uniti per il controllo dei flussi finanziari al terrorismo, abbiamo un comitato di sicurezza finanziaria istituito dopo l'11 Settembre, e attraverso il ministero degli Esteri siamo il riferimento di un progetto europeo sul controllo di flussi finanziari che sono in aumento". "Darò una notizia", aggiunge, "il comandante generale della Guardia di Finanza ha istituito, in sintonia con direttive nostre e col comitato analisi strategica antiterrorismo, un'apposita unità per il controllo sui flussi finanziari alle realtà islamiche". Ah, beh, adesso possiamo dormire sonni tranquilli, vero ministro?


Tanto di cappello ai nostri militari e alla nostra Forza Pubblica, che spesso sono costretti a lavorare in situazioni impossibili. Ma per quanto riguarda Alfano - che gongola nel rilasciare queste dichiarazioni, come se avesse fatto chissà che - caro Angelino, un solo appunto: forse non ti sei accorto che per noleggiare un camion come a Nizza o per comperare un machete come in Belgio non servono i miliardi dal Califfato...

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