La prima medaglia italiana

Rossella Fiamingo argento nella scherma

La spadista siciliana in finale va sul 11-7, ma l'ungherese Enmese Szasz non molla e la beffa. Per l'Italia arriva comunque il primo podio di Rio con qualche rimpianto

Fabrizio Berini
Rossella Fiamingo, la prima medaglia italiana di Rio

Foto ANSA

Un peccato mortale, ma che vale comunque una bellissima medaglia d'argento, la prima per l'Italia ai Giochi di Rio. Rossella Fiamingo cede in finale nel torneo di spada all'ungherese Enmese Szasz. Avanti 11-7, la spadista catanese alla fine è stata rimontata, cedendo 15-13 e non riuscendo così a conquistare il 200° oro italiano alle Olimpiadi in un primo sabato stregato per i nostri atleti.

"Sull'11-7 mi sono detta 'me ne mancano quattro' - racconta l'azzurra - ed è stato il mio errore più grande. Avrei dovuto andare avanti una stoccata alla volta, e ora ho qualche rimpianto anche se una medaglia olimpica, seppure d'argento, mi rende comunque contenta. I Giochi sono un'altra cosa rispetto ai Mondiali, un podio qui pesa molto di più".

Ora anche se non ha vinto giura che si taglierà ugualmente i capelli, "e me li tingo di rosa", segno che ha voglia di fare festa anche se ha perso quando le sembrava di essere già sul gradino più alto del podio. Anche perché il torneo olimpico di spada aveva visto cadere una alla volta altre favorite, come Xu, Berbas e le russe, e a quel punto per la bicampionessa del mondo sembrava fatta. Invece è spuntata questa ungherese che non molla mai e quindi brava nelle rimonte, e per l'appuntamento con il grande sogno ci si rivede tra quattro anni a Tokyo.

"Un giorno vorrei diventare come Valentina Vezzali - dice ancora la Fiamingo -, ma ho capito che mi manca ancora tanto. Mi sono illusa di essere come lei solo per un attimo, nella scherma bisogna dare sempre il 100% e io non l'ho fatto". Ci era però riuscita nella semifinale contro la cinese Sun Yiwen, poi bronzo, quando sotto per 8-11 a 29 secondi dalla fine la Fiamingo aveva trovato dentro se stessa la forza per pareggiare e poi battere la rivale all'overtime. L'impresa è servita fino a un certo punto, ma la vita va affrontata guardando il bicchiere mezzo pieno e per questo dopo la finale la ragazza siciliana sorride e racconta dei complimenti che le ha fatto il Premier Matteo Renzi, venuto a tifare per lei nell'Arena Carioca. "Mi ha fatto i complimenti per la medaglia. E' da questa mattina che mi manda messaggini, dopo che passavo ogni turno mi scriveva 'forza'; ma a un certo punto ho smesso di guardarli perché mi mettevano ansia".

Niente oro olimpico numero 200 per l'Italia ma rimane il fato che il primo podio arriva ancora una volta dalla scherma, serbatoio inesauribile di soddisfazioni in virtù di una grande tradizione. Alla fine il messaggio di giornata è proprio questo: puoi cadere rovinosamente in bicicletta mentre sei primo, o non azzeccare più un tiro con la carabina o con arco e frecce, però troverai sempre qualcuno con spada, sciabola o fioretto che apre il sorriso alla speranza

Rossella è un'atleta della Forestale alla sua seconda Olimpiade dopo il notevole settimo posto di Londra, dove era la più piccola del gruppo, e i due titoli mondiali conquistati, quasi a sorpresa, nei Mondiali del 2014 e 2015. Il doppio titolo mondiale l'ha catapultata in una nuova dimensione. I riflettori si accendono su di lei, ragazza acqua e sapone dotata di una bellezza sensuale, fidanzata con il padovano Luca Dotto, primo a scendere sotto i 48" nei 100 sl, in quella che è un'autentica coppia da copertina.

"Nella mia sala era la più brava - racconta oggi il maestro Gianni, come lo chiama lei, Gianni Sperlinga all'anagrafe - più che altro quella che ascoltava di più. Lei è così, memorizza e mette in pratica. Non pensate sia facile, le altre non ascoltano oppure ascoltano e poi in gara non mettono in pratica. Una volta sola l’ho trovata distratta, intorno ai 14 anni. Le ho detto subito che era meglio lasciar stare: “Non c’è bisogno che io ti segua”. E’ bastata quella volta Rossella capisce, ragiona, sa gestire l’assalto.

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