Fratelli musulmani, chi sono e cosa vogliono

Come ti ammazzo in nome di Allah

Terrorizzano l'Egitto sin dagli anni Cinquanta. Perseguono l'omicidio politico e vogliono proclamare la Repubblica islamica nella terra dei faraoni

Redazione
Come ti ammazzo in nome di Allah

Nella foto ANSA il ricercato Mohamed el Beltagy durante un appello tv lanciato insieme ai Fratelli musulmani

Il loro capo, Mohamed Badia, è stato arrestato al Cairo nella notte del 20 agosto 2013, ma i suoi seguaci sono ancora attivi e combattivi

Sono i Fratelli Musulmani, una delle più pericolose realtà terroristiche dell’Egitto. Negli anni Cinquanta la Fratellanza si rese protagonista di azioni terroristiche contro obiettivi occidentali, il tutto nel contesto di uno stato che si ispirava a principi moderati, ma che comunque la guida di re Faruk non riusciva a gestire. In quegli anni il colpo di stato di Nasser venne prima appoggiato e poi contrastato dall’organizzazione. L’episodio più eclatante lo si ebbe il 26 ottobre 1954, quando un estremista islamico tentò di uccidere il presidente Nasser, provocando una durissima repressione nei confronti dei Fratelli Musulmani. La sconfitta subita dall’Egitto, da parte di Israele in quella che fu chiamata la “Guerra dei sei giorni”, fece crescere i consensi verso i fondamentalisti; in particolare nel 1978, quando Sadat stipulò la pace con Israele, mettendosi al tavolo con i più influenti personaggi di Tel Aviv: il primo ministro Golda Meir, e soprattutto il generale Moshè Dayan, il vincitore della guerra dei sei giorni.


L’Egitto millenario, agli occhi dei reazionari, sembrava esseri inginocchiato dinnanzi al vincitore. La Fratellanza Musulmana lo condanna a morte. E la condanna viene eseguita. Il suo successore, il generale d’aviazione Hosni Mubarak, dovrà confrontarsi con lo scoppio della rivoluzione islamica in Iran. Il fermento nel mondo arabo era alle stelle. In quel periodo nacquero gruppi come Tanzim al-Jihad e al-Najum. I gruppi islamici più estremisti iniziarono a radicarsi sempre di più nel territorio dell’Egitto. Nel 1993 un quartiere periferico estremamente degradato de Il Cairo finiva nelle mani degli estremisti, che lo proclamavano “Repubblica Islamica di Imbala”. Ciò a significare che è nei ceti più bassi e disagiati che si registra la maggior presa dei gruppi radicali; a differenza di quanto avverrà invece per Hamas in Palestina o per al-Qaeda, che recluteranno cervelli dal ceto medio. Il 26 giugno 1995, durante una visita di stato in Etiopia, ad Addis Abeba, il presidente Mubarak subiva un attentato – fallito – che si pensa sia stato ordito da Bin Laden e realizzato da al-Qaeda. La primavera araba, che ha abbattutto Mubarak, considerato un dittatore corrotto, non ha però migliorato la situazione politica, ora ostaggio dei fondamentalisti islamici. Personaggi talmente sicuri di sé che il 29 agosto 2013 altri due leader del movimento, Essan e Eryan, hanno lanciato un appello video su al-Jazeera, assieme a Mohamed el Beltagy, ricercato numero uno tra i leader dei pro-Morsi, invitando i "fratelli" fuggiti dal Cairo durante la primavera araba a tornare in piazza e combattere. 

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