Operazione "labirinto" della Polizia

Maxi blitz contro lo spaccio nel centro storico di Genova: 23 persone arrestate

È emerso un sistema "a staffetta" costituito da uomini con specifici compiti: "vedette, corrieri e depositari". Lo stupefacente era destinato ai minorenni

Redazione
Maxi blitz contro lo spaccio nel centro storico di Genova: 23 persone arrestate

Parte dello stupefacente sequestrato

La Polizia di Stato di Genova, con il coordinamento della Procura della Repubblica ligure, ha portato mercoledì a conclusione l'operazione "Labirinto" con l'adozione di 23 misure di "arresto ritardato" per altrettanti spacciatori operanti nel centro storico, avvalendosi di un nuovo strumento operativo per contrastare più efficacemente lo spaccio al dettaglio. Giovani, quasi tutti richiedenti asilo in prevalenza da Gambia, Senegal e Guinea, e ben addestrati, i 23 arrestati. È emerso così un sistema "a staffetta" costituito da uomini con specifici compiti: "vedette, corrieri e depositari" i cui volti sono stati schedati e associati a precise zone di attività.

Una catena di montaggio dello spaccio che sfruttava, tra gli altri, anche "ecopunti" come luoghi di stoccaggio dello stupefacente, destinato peraltro ad acquirenti minorenni, irretiti nei numerosi luoghi di aggregazione e svago della zona. Da settembre, gli investigatori della locale Squadra mobile e del commissariato Centro, coordinati da un pm appositamente individuato della Procura della Repubblica, hanno studiato movimenti e contatti, andando a irrobustire il compendio indiziario sulla base del quale alla fine delle indagini è stato possibile procedere all'esecuzione degli arresti.

Sul piano giuridico sono state contestate specifiche aggravanti al reato di spaccio. L'attività investigativa, corroborata dalle immagini delle telecamere posizionate strategicamente nei "punti rossi" dell'area, ha documentato centinaia di cessioni di crack, hashish e marijuana. L'esito della complessa attività investigativa, grazie all'istituto giuridico del ritardato arresto, ha consentito di mettere a sistema tasselli investigativi che, letti in combinato, aumentano esponenzialmente la gravità e la pregnanza del quadro probatorio.

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