Riforma fiscale storica

Taglio delle tasse, Trump ce l'ha fatta: "E' il più grande di sempre"

Scendono le imposte per famiglie e persone, oltre che per le imprese (dal 35% al 20%). L'economista di Reagan: "Le aziende investiranno, assumeranno, pagheranno meglio i dipendenti. Aumenterà la ricchezza complessiva, a beneficio di tutta la popolazione"

Redazione
Taglio delle tasse, Trump ce l'ha fatta: "è il più grande di sempre"

Mentre i giornali di tutto il mondo, Italia compresa, cianciano del presunto Russiagate e di Gerusalemme capitale (votato dal Congresso Usa nel 1995, amministrazione Clinton), Donald Trump ha messo a segno un maestoso taglio delle tasse destinato a entrare nella storia. Il Senato ha approvato la più grande riforma fiscale dai tempi di Reagan, con tagli alle tasse per 1.500 miliardi di dollari.

"Le famiglie lavoratrici e le famiglie a reddito medio in tutta la nazione staranno meglio. Le famiglie che negli ultimi otto anni non hanno fatto bene inizieranno a fare meglio", ha chiosato il senatore Bill Cassidy. Mentre lo speaker della Camera Paul Ryan, già avversario interno di Trump, ha spiegato che la riforma farà risparmiare a una famiglia media almeno 1.182 dollari l’anno.

Alla faccia di chi, tra i sommi pensatori progressisti d’oltreoceano e di casa nostra, bolla il tutto come un favore ai ricchi e un pugno nello stomaco alla classe media, tesi quest’ultima perorata dal Partito Democratico americano ma smentita persino dai feroci anti-trumpiani del Washington Post. “La più grande legge fiscale e il più grande taglio di tasse della storia è appena passato al Senato”, ha dichiarato il presidente Usa che ora punta a chiudere la partita entro la fine dell’anno: Camera e Senato devono armonizzare le rispettive riforme definendo un unico disegno di legge da inviare a Trump per la ratifica. Le tasse per le imprese scenderanno dal 35% al 20%.

E vengono ridotte le aliquote fiscali ai privati passando da sette a quattro: 12%, 25%, 35% e 39,6%. Previsti tagli alle tasse per famiglie e persone. E incentivi per l’acquisto di case da destinare ai figli, oltre a una serie di deduzioni per le piccole imprese e le società a responsabilità limitata. Un rivoluzione fiscale che non si vedeva in America da almeno 30 anni, dal Tax Reform Act varato da Ronald Reagan nel 1986. A confermarlo è l’artefice di quella riforma, Arthur Lafter, ex capo economista di Reagan: “Lo stimolo all'economia sarà notevole, le aziende investiranno, assumeranno, pagheranno meglio i dipendenti. E quelle che sono andate all'estero rientreranno. In conseguenza, la ripresa accelererà – spiega a Repubblica -. Solo a chi vuole che tutti i ricchi diventino poveri per qualche malintesa spinta ideologica, questa riforma non piace. Porterà invece più ricchezza complessiva, a beneficio di tutta la popolazione”.

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