Interviste a Giornale e QN

Il capo della Polizia lancia l'allarme: "Prima o poi l'Isis colpirà anche in Italia"

"Con tutto quello che spende lo Stato per accoglienza, sanità e sicurezza, le risorse per incentivare i rimpatri non mancherebbero" afferma Franco Gabrielli

Redazione
Il capo della polizia lancia l'allarme: "Prima o poi l'Isis colpirà anche in Italia"

Franco Gabrielli. Foto ANSA

"Lo dico in maniera molto cruda: prima o poi anche noi un prezzo lo dovremo pagare. Ci auguriamo sia quanto più contenuto possibile", ma "noi dentro a quella minaccia ci siamo. Le indagini, spesso successive ai rimpatri, hanno dimostrato che buona parte delle persone fermate nel nostro Paese perché considerate vicine all'Isis stava realmente per compiere attentati e fare morti. Questo, però, non deve toglierci la nostra libertà. Saremmo sconfitti solo se ci lasciassimo condizionare nella nostra quotidianità". Lo afferma il capo della Polizia, Franco Gabrielli, in due interviste pubblicate sabato dal Giornale e dal Quotidiano Nazionale. Il fatto che l'Italia non sia ancora stata toccata direttamente dal terrorismo di matrice islamista è secondo Gabrielli il frutto di diversi fattori. In merito alla radicalizzazione in Rete, "sarebbe sbagliato limitare l'uso del web, mentre è giusto indagarlo con squadre e strumenti speciali".

Per il prefetto è "importante riaprire i Cie in numero sufficiente e in ogni regione. Si arriverà a una permanenza di un massimo di un anno in presenza di motivi di sicurezza pubblica". Sui rimpatri dei clandestini che fanno ricorso per la negazione del diritto d'asilo, "la normativa europea prevede almeno un grado di giudizio, il nostro sistema giudiziario ne presuppone tre. Intendiamo fermarci al primo". I Paesi d'origine non recepiscono le espulsioni perché "l'emigrazione è due volte vantaggiosa: decomprime la demografia e garantisce importanti rimesse di denaro", osserva Gabrielli. "Dunque occorre fare in modo che riprenderseli sia ancora più vantaggioso. Con quello che spende lo Stato per accoglienza, sanità e sicurezza, le risorse da distribuire a mo' di incentivo non mancherebbero". In merito agli accordi bilaterali sugli espulsi, "sono sicuro che a breve avremo importanti novità anche nel rapporto con la Libia", dichiara Gabrielli.

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