Nuove e vecchie dipendenze: domani trasmissione su Radio Mater

Del 2018 resta agli Italiani l’allarme-droghe

Tra gli avvenimenti dello scorso anno che hanno più scosso la coscienza degli Italiani c’è, al terzo posto, quello dell’omicidio della giovanissima Desiréé Mariottini. Ma la sottocultura della droga e dello sballo si risolve solo riproponendo un orizzonte valoriale e familiare sano ai nostri giovani

Redazione
Del 2018 resta agli Italiani l’allarme-droghe

I risultati del sondaggio Demopolis 2018

Tra gli avvenimenti dello scorso anno che hanno più scosso la coscienza degli Italiani c’è senza dubbio quello dell’omicidio della giovanissima Desiréé Mariottini. La notte del 19 novembre 2018, infatti, in un palazzo diroccato in via dei Lucani, nel quartiere romano di San Lorenzo, è stato ritrovato il corpo della ragazza, sedicenne, originaria di Cisterna di Latina.

Desiréé è stata probabilmente uccisa dopo essere stata drogata con un micidiale mix di sostanze e alcolici e violentata. La polizia ha arrestato quattro africani, tutti rifugiati con protezione umanitaria e, per due di essi, l’accusa di omicidio rientra subito a seguito delle prime vicende processuali. Quello che scuote l’opinione pubblica è anche lo spaccato terribile di quello che accadeva in quell’edificio abbandonato e trasformato in un covo di spacciatori indisturbati. Realtà purtroppo non inconsueta in tante piccole e grandi città del nostro Paese, trasformate in “porto franco” per delinquenti e pusher.

Secondo i dati del sondaggio di fine anno dell’Istituto Demopolis, dopo il crollo del ponte Morandi e le alluvioni, gli Italiani sono stati colpiti, fra gli eventi della cronaca nazionale degli ultimi 12 mesi, nella percentuale del 48% degli intervistati dalla “nuova escalation della droga con la morte di Desiréé a Roma”. Naturalmente il problema non è solo di maggiore repressione del fenomeno, che comunque sarebbe bene impostare su basi (anche normative) più solide. Il problema dell’incremento dell’uso di stupefacenti, in chiave “preventiva”, va inquadrato piuttosto nella dinamica delle nuove dipendenze e della crisi della famiglia e dell’educazione che sta attanagliano l’Italia.

A questi fenomeni involutivi occorrerebbe mettere freno, evitando di porre rimedio solo quando i “cocci sono rotti”. La sottocultura della droga e dello sballo si risolve solo riproponendo un orizzonte valoriale e familiare sano ai nostri giovani, questa è una verità sperimentata non solo dalla psicologia ma anche dal buon senso! Da almeno mezzo secolo la società individualistica e poi globalizzata sta infatti alimentando, soprattutto ma non esclusivamente fra le giovani generazioni, una sempre più estesa gamma di dipendenze. Dipendenze da stupefacenti, dal sesso, dall’alcool, dal gioco d’azzardo, dai Social networks etc. Comportamenti facilmente convertibili in patologie che producono danni, schiavitù e malattia, in sé stessi e negli altri. Innanzitutto si può aiutare il prossimo ascoltandolo e comprendendo i suoi bisogni e la particolare vicenda personale che si porta dietro. In secondo luogo cercando di correggere insieme a lui determinati comportamenti. Infine, rimanendo accanto alle persone nel difficile percorso di riscoperta della vera libertà.

Di questi temi si parlerà domani pomeriggio nel corso di una trasmissione radiofonica condotta da Giuseppe Brienza e Marco Petrizzelli su Radio Mater. L’appuntamento per la puntata dal titolo “Dipendenti? Solo dall’amore”, è sull’emittente cattolica fondata a Erba (Como) da don Mario Galbiati per le ore 17.30. Per cercare la frequenza FM od ascoltare la trasmissione in streaming si può consultare il sito www.radiomater.org.

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