il vero volto del dragone

Cina, le verità non dette. Ma denunziate dalle tv di Putin

Pechino si presenta all'Europa con la faccia amichevole e sorridente di chi vuol fare affari (e sbolognarci gli immigrati). Ma le tv arabe e russe hanno mostrato una realtà ben diversa

Redazione
Cina, le verità non dette. Ma denunziate dalle tv di Putin

La Cina si presenta a noi occidentali con un volto sorridente, fatto di inchini e cortesi strette di mano, ma la realtà potrebbe essere ben diversa. In Cina non c’è libertà di stampa, Internet è criptata e gli intellettuali dissidenti sono stati a lungo perseguitati, incarcerati e messi alla berlina; non esiste il sindacato, in quanto l’unico sindacato ammesso è quello del Partito, e delle oltre venti stazioni televisive nazionali, l’unica che adesso si riesce a captare con i decoder più diffusi è il patinato è sorridente canale CCTV9 in lingua inglese, costruito a bell’apposta per mostrare all’Occidente una Cina bella, ricca e spensierata (c’è anche CCTV4 ma è in cinese); ma televisioni come NTD, New Tang Television, un canale cinese di stanza in America, che è in netta opposizione con la politica di Pechino, sono state criptate sui satelliti europei e americani.


È forse casuale che proprio New Tang abbia ripetutamente denunziato, filmati alla mano, le persecuzioni del regime contro tutte le religioni, i cattolici, i buddisti Falun Gong, accusati di essere controrivoluzionari? E che sempre nell’agosto 2005 New Tang abbia rivelato di decine di manifestazioni giovanili stroncate nel sangue dalla polizia, come all’epoca dei fatti di Tien An Men?

Deng Tsiao Ping è stato degno erede di Mao Tse Tung; non amava che si sapesse che la politica del Partito causava fame, carestia e la protesta di milioni di studenti; eppure il mondo islamico, che pur avendo accordi economici con la Cina non si lascia mettere in soggezione, aveva denunziato gli errori del regime di Pechino, in un servizio del canale satellitare marocchino 2m Maroc, del 9 dicembre 2005.

E che la politica di Mao, il leader tuttora venerato quasi come una divinità nelle sezioni di partito (ma cancellato dai libri di testo universitari), abbia causato milioni di morti per fame, è stato dichiarato, il 27 settembre 2005, da un’altra fonte amica della Cina, il canale militare russo Rus Orti che, forte del suo status di emittente di una superpotenza - a guida Putin - che non è soggetta a censure o proteste diplomatiche, aveva mostrato immagini shock che documentavano le torture sui dissidenti e gli intellettuali, le distruzioni delle sedi di giornali, le botte agli studenti e persino le crudeltà sugli animali.


E proprio il mancato rispetto della natura, e la disinvoltura con cui essa viene sfruttata, ha portato alla diffusione di nuove malattie che stanno aggredendo l’intero pianeta. La Cina, da questo punto di vista, non ha mai avuto rispetto per gli animali: quelli da pelliccia vengono tuttora mutilati vivi, mentre il pollame da allevamento viene crudelmente costretto in gabbie minuscole e sporche, e ciò favorisce il proliferare delle peggiori epidemie. Che la Cina non abbia mai avuto una coscienza ecologista è noto.


Già all’epoca di Mao, per un vezzo del leader indiscutibile del partito, fu ordinato che sopra Pechino non dovessero volare uccelli; per questo motivo per giorni e giorni orde di battitori scacciavano, al rullo di tamburi, tutti gli uccelli sino a che le bestiole, stremate per la  fame e per l’impossibilità di posarsi al suolo, cadevano a terra morte. Al di là della crudeltà in sé, l’episodio dimostrò la falsità dell’ostentata opulenza comunista; i cinesi accorrevano a migliaia a sterminare gli uccelli, pur di cibarsene; e quando gli uccelli terminarono, cominciarono gli episodi di cannibalismo.


Ciò nonostante, l’immagine che il Continente Cina continuava e continua a dare di sé al mondo è quella di una superpotenza la cui economia sopravanzava quella degli Stati Uniti. Quest’economia a tratti carente, fatta anche di prodotti cancerogeni a basso costo, realizzati contraffacendo i marchi CE e violando qualsiasi normativa, ha invaso l’Occidente. Ma dopo la Sars, l’aviaria, i prodotti contraffatti, le candele alla diossina, le creme di bellezza realizzate con le ceneri dei morti ed i cibi con i vermi, c’è un altro pericolo in agguato, del quale Pechino tace: l’enorme proliferare a livello planetario dell’AIDS, contro il quale il regime non sembra volere istituire valide misure.

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