laogai, campi di lavoro

Schiavi cinesi. Quel commercio sulla pelle dei carcerati

Hanno invaso i mercati occidentali, aprono aziende, importano e rivendono. Ma dietro molti di questi ignari imprenditori dagli occhi a mandorla si nasconde un business governativo basato sullo sfruttamento

Redazione
Schiavi cinesi. Quel commercio sulla pelle dei carcerati

L’imprenditoria italiana parla cinese. Il cognome Hu risulta essere il più diffuso tra i titolari di nuove imprese registrate in ben quattro regioni italiane: Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto. In Toscana spicca Chen, che è sempre cinese, mentre in Lazio furoreggia l’islamico Hossain. I dati sono frutto di un’elaborazione della Camera di Commercio di Monza e Brianza sul registro delle imprese.


L’associazione di categoria si sofferma maggiormente, per competenza territoriale, sui dati lombardi, dove arriva ad affermare che il nuovo imprenditore per definizione si chiama Andrea Hu, visto che il nome Andrea è il più frequente tra i nuovi imprenditori. Dopo Hu e Chen e gli indiani Singh, arrivano infine, al quarto e quinto posto, gli italiani, con i Ferrari e i Colombo. Il signor Rossi appare solo al tredicesimo posto.


Molte di queste nuove aziende sono specializzate nell’importazione e distribuzione del tessile. Peccato che tale prodotto sia lavorato e confezionato in veri e propri campi di concentramento. Sulla pelle degli "schiavi cinesi". La denunzia era partita negli anni passati dalla Laogai Research Foundation ed era stata raccolta dalle Nazioni Unite. Ma era rimasta inascoltata, perché le merci a basso costo made in China, in cambio dell’apertura dei mercati orientali all’Occidente, fa comodo a molti.


Le principali aziende tessili cinesi si trovano nella regione di Guang Dong, famosa per essere una delle province in cui lo sfruttamento umano è portato alle estreme conseguenze. Al tessile locale – spesso finto cashmere realizzato con materiali acrilici e siliconi per contraffare una fibra sempre più rara – lavorano detenuti e minorenni; quanti siano i forzati che compongono questa manodopera coatta e gratuita è un segreto che il Governo cinese custodisce bene.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Gigantesca tegola su frau Merkel: i tedeschi vogliono la Dexit
sondaggio shock: il 67% vuole lasciare la Ue

Gigantesca tegola su Frau Merkel: i tedeschi vogliono la Dexit

Fidel è morto
la vignetta di krancic

Fidel è morto


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU